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I tre scaffali della biblioteca ideale

di Leonardo Sinisgalli
A.X, n.440 (8 mar 1959)

 

LA POESIA
A un lettore di poesia che non voglia diventare poeta anche lui ( non c'è frequenza più contagiosa di quella dei poeti) basterà suggerire qualche titolo, scegliendo solo le cime. La Bibbia, i lirici greci, un mazzetto di epigrammi dell'antologia Palatina. Virgilio, Orazio, catullo. Il «Dolce Stil Nuovo», Dante e Petrarca. Monsignor della Casa (i pochi sonetti), Tasso lirico, Villon. Gorgora, Foscolo e Leopardi. Gèrard de Nerval, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Mallarmè, Laforgue, Valéry, Apoliinaire, Essenin. I moderni poeti inglesi. I crepuscolari, da Rodenbach a Corazzini. I futuristi. I surrealisti. Ungaretti e gli ermetici. Emilia Dickenson. Lacmatova. I negri, i malgasci, la poesia indigena, Ezra Pound. Ma forse basterebbe ricopiare su un quadernetto (le livre de chevet) non più di duemila versi, fior da fiore, e mandarli a memoria.

29 Aprile 2021

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