Sito ufficiale della Fondazione "Leonardo Sinisgalli"

Con i littorali n casa del Duce

di Leonardo Sinisgalli
Anno 1935

12 maggio XII

Appena sceso dal cavallo bianco, ha carezzato la fronte della bestia ed è venuto tra noi. E' stato circondato da un gruppo, di giovani alti e scuri: io ch'ero distante, riuscivo appena a vedere sul berretto la cordicella rossa di caporale d'onore. A poco a poco, nel breve spazio che c'è tra lo steccato del campo ostacoli e villa Torlonia, ho potuto avvicinarmi sempre più, fino a sentire la sua voce. Poi l'ho visto sorridere apertamente. Si parlava tra noi della sua salute, del suo fiato, del suo occhio. E non riuscivamo a vincere la forte commozione che ci veniva dalla presenza del suo corpo tra i nostri corpi. So che a molte domande, anche semplici, che ci ha rivolte, appena seduti con lui a colazione, noi abbiamo risposto male e assai imbarazzati. La mattina era piena di sole, le foglie lustre e la sabbia. Donna Rachele ci guardava dal terrazzo, gli ultimi due figli erano scesi e osservavano con curiosità la grande M nera e la piccola m d'oro disegnate sui maglioni. Era eidente nel suo volto la grande felicità di trovarsi tra i giovani di sangue migliore, allevati, si può dire, col suo respiro. Giovani tutti sui vent'anni con «le midolle fatte dei triangoli più gentili». Ci guardava come animali di razza o modelli. Il suo sguardo veniva sempre più addentro.

09 Gennaio 2021

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