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Ventuno poesie da Dimenticatoio

di Leonardo Sinisgalli
n.7, Anno 1978

I TUOI SEGNI
Riguardo quando non ci sei
gli scartafacci toccati dalle tue dita,
i fogli con le impronte dei giorni
bui, delle ferite dolenti.
Guardo le carte miracolosamente
riavute (gli editori sono a caccia
di farfalle sui lungotevere),
draghi gioiosi, tronchi
capelluti, meteore fiammanti, e
mi esalto e mi dispero
perché è morta la tua mano.

PASSERELLA
Quanto mi costa caro
un attimo solo di requie,
devo guadagnarmelo a qualunque
prezzo, non ho altri appigli,
solo la riga scritta che avanza.

NOMI E COSE
I nomi si sono scollati
dalle cose. Vedo oggetti
e persone, non ricordo
più i nomi. A piccoli
passi il mondo
si allontana da noi,
gli amici scendono
nel dimenticatoio.

SAPPIAMO VICEVERSA
I più bei versi scritti
sopra la seta di una sottoveste
sono quelli mandati da Mallarmé
a Mary. Sappiamo viceversa
che Stendhal lasciava in ricordo
alle donne le sue bretelle
scarabocchiate di oscenità.

DICEMBRE
Non c’è un’anima
a Villa Balestra, solo
i finocchi esplodono
dai terrapieni dietro le palizzate.
Una coltre di cenere
copre i terrazzi della città,
le cupole restano sospese.
Renato Mucci
ha avuto tempo di scegliere
dieci libri che hanno chiuso
nella cassa.

NEVISCHIO
Cominciai a sentirmi solo
dentro il nevischio, passavo
davanti alla forgia dietro
le mura, non avevo vent’anni,
credevo di soffocare.

TRAVASI
A ogni cambio di luna
c’è un travaso di vino
nelle camere.

ASSENZA
Le cose restano lì
anche quando l’occhio
risulta assente.

IN PACE
Mastico in pace
croste di pane
davanti al crepuscolo.

EVIDENZA
Non vedo ciò che sta dietro
o sta sotto: solo la superficie.

IL CAMPO
Allungo il braccio per sviare
il passeggero disorientato.
Devo rinforzare i segnali di divieto
al limite del campo.
Un’irruzione alla cieca
guasta le semine.

L’ANNO NUOVO
Cominciano le passeggiate sui cornicioni,
la gente svolazza tra le ringhiere.

A SANDRO PENNA
«Anche a me piace la rima
come piace agli uccelli;
ti consente – dissi –
di non dir niente.»

RACCONTO D’INVERNO
La pioggia frusta i vetri,
devo inseguire tutto il pomeriggio
un personaggio noioso. 

IL SOLE DI FEBBRAIO
Dai rami del vecchio albero
nascono figli
che non gli somigliano.

CORONA
Si è fatto una corona di anelli
scavati da un unico ramo
di pero.

LA CUPOLA
Sembra che si siano messi a sedere
i pellegrini
sopra la cupola;
ma sono alberi.

9 MARZO 1977
Le rose spuntano
negli spiragli.

L’OMBRA
L’ombra di una retta
è sempre una retta;
non è quasi mai un cerchio
l’ombra di un cerchio.

ESPERIENZA
All’inizio del 1666 Newton
preparò un prisma di vetro
e lo introdusse nel buco
aperto dentro lo sportello del lucernario.

LA DIVINA PERCEZIONE
Riduce a una linea
il raggio di luce,
la stella a un punto.

 

09 Gennaio 2021

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