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Due tipi di vetrate scorrevoli

di ING. L.S.
n. 98, settembre 1936

 

Riteniamo opportuno illustrare i particolari tecnici di una grande vetrata, a elementi scorrevoli e ripiegabili, applicata in una delle tre ampie sale da disegno del nuovo Istituto Superiore d'Ingegneria in Bologna, dell'architetto Giuseppe Vaccaro, in quanto tale tipo di chiusura, pratico ed elegante nella concezione, può trovare larga applicazione anche in altri rami dell'edilizia moderna. La vetrata, costruita su brevetto della Curti S.A. di Bologna, è lunga circa 40 metri ed è composta di intelaiature verticali, semplici di profilo, a doppio battente. Questi telai, sospesi e scorrevoli lungo apposite guide, sono collegati fra loro con cerniere disposte alternativamente una volta all'interno e una volta all'esterno. La manovra di apertura e di chiusura è operata da un motorino elettrico che comanda una catena Galle, disposta nella guida di sospensione in alto, chiusa ad anello e rinviata per mezzo di due rocchetti posti alle due estremità. La catena è poi fissata all'ultimo telaio che si trascina così tutti gli altri elementi durante la manovra di chiusura, e li spinge nella loro guida durante la manovra di apertura. A mano a mano che ciascun telaio arriva all'estremità della guida è costretto a piegarsi a libro occupando uno spazio ristrettissimo in un vano predisposto a fianco della vetrata e nel quale trova posto anche l'organo motore, la cui azione è automaticamente fermata nelle due posizioni estreme di apertura e di chiusura da appositi interruttori di fine corsa. È prevista pure la possibilità di eseguire la manovra a mano quando mancasse la corrente alla linea di alimentazione del motore: e poiché tutte le sospensioni e i rinvii sono sopra supporti a sfere, questa può essere effettuata senza sforzo alcuno da una sola persona. Questo tipo di chiusura si presta a varianti che ne consentono utilizzazioni assai varie. Così, può costruirsi quando occorra, senza difficoltà, una vetrata la cui apertura parta dal centro anziché dall'estremità con due bande scorrevoli che si raccolgono ai due fianchi. Nel caso particolare delle porte, i telai possono chiudere, invece del vetro, una robusta lamiera e possono essere resi più resistenti all'azione del vento per mezzo di speciali rinforzi a traliccio, che durante la manovra di apertura si ripiegano adagiandosi sulla lamiera, in modo che lo spazio occupato dai vari elementi piegati, non viene aumentato. È una soluzione elegante e di semplice funzionamento che, specie per aperture di grandi dimensioni, dovrebbe attirare l'attenzione dei tecnici. Pure una vetrata ad elementi ripiegabili di m. 26 di larghezza per 8 di altezza è stata applicata per la chiusura della piscina coperta allo stadio Balilla di Forlì, dell'architetto Cesare Valle. Essa è costruita secondo lo schema della tavola annessa, suddivisa in trenta partite o intelaiature verticali, collegate tra loro a cerniera. Le intelaiature sono formate di montanti e di riquadri in tubo Mannesmann della sezione esterna di 48 mm., collegati tra loro a perfetta squadra mediante incastro e saldatura elettrica ad arco voltaico. Tutti i pannelli hanno una determinata altezza di zoccolatura composta in doppia lamiera spianata e applicata anch'essa a saldatura in modo da formare una superficie continua. Le riquadrature orizzontali hanno un'altezza di circa 15 cm. Per rendere all'estetica della vetrata quel carattere di suddivisione in liste parallele agli architravi. Il collegamento dei telai avviene mediante robuste cerniere in numero sufficiente per ottenere una uniforme rigidità. Queste cerniere sono formate di anelli fresati e saldati elettricamente alle intelaiature, tenuti da robustissime spine di acciaio. Fra gli anelli vi sono rondelle di ottone per diminuire l'attrito ed è prevista l'eventuale applicazione di qualche cuscinetto reggispinta a sfere. Per ottenere lo snodo a libro delle ante, le cerniere sono intercalate successivamente all'interno e all'esterno. Il complesso della vetrata è suddiviso in due parti indipendenti dal centro e scorrevoli su apposite guide per la raccolta a destra e sinistra delle spalle laterali. Le due antine centrali, dette trasportatrici, hanno la funzione di trascinare il complesso delle due partite snodabili per ottenere l'automatico ripiegamento laterale. Il trascinamento avviene mediante robustissime catene Galle, dall'alto della guida di sospensione superiore, in virtù di speciali inversioni di corsa necessarie per ottenere lo scopo. Tutta la vetrata è sospesa dall'alto nell'apposita guida di tenuta, con particolari blocchetti di sospensione formati di carrucole montate su cuscinetti a sfere e di perni girevoli su cuscinetti reggispinta. Il tutto in proporzione alle dimensioni , agli sforzi ed agli attriti. Le portine trasportatrici scorrono con lo stesso sistema in una guida indipendente e parallela a quella che contiene il complesso della vetrata. In basso, incastrata nel pavimento vi è pure una doppia guida di tenuta. Il ribaltamento automatico laterale avviene in virtù di apposite guide e congegni, mentre la manovra completa di apertura e di chiusura è regolata da un piccolo argano a manovella, che può essere mosso facilmente da una persona. È assicurata la perfetta tenuta fra le varie intelaiature con l'applicazione di speciali battentini sagomati in aderenza ai montanti. Così pure la perfetta tenuta dei vetri.

14 Dicembre 2011

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