Sito ufficiale della Fondazione "Leonardo Sinisgalli"

La soffitta di Casa Sinisgalli

soffitta

Tanti visitatori e grande partecipazione dei media lucani per scoprire i "tesori" portati alla luce durante la ristrutturazione della casa acquistata dal padre di Sinisgalli nel 1922.

Con la mostra "La soffitta di Casa Sinisgalli" la Fondazione ha aperto le sue porte ai visitatori per far ammirare il ricco materiale appartenuto alla famiglia Sinisgalli, ritrovato durante i lavori di ristrutturazione della casa paterna del poeta, diventata dallo scorso 20 ottobre la sede della Casa delle Muse. L'evento è stato anche un'occasione per un confronto diretto con gli organi di informazione e le istituzioni lucane sul lavoro realizzato in questi anni dalla Fondazione, a partire dalla sua nascita, nel 2008.
Plauso per i risultati conseguiti è stato espresso dal presidente del Parco Nazionale dell'Appennino Lucano - Val d'Agri-Lagonegrese, Domenico Totaro, e dal Direttore dell'Apt Basilicata, Gianpiero Perri, i quali hanno manifestato la propria disponibilità a una stretta collaborazione con la Fondazione per far conoscere la complessità del poeta-ingegnere di Montemurro, anche oltre i confini regionali. La Val d'Agri – è stato sottolineato - vive rispetto ad altri posti della Basilicata una condizione di scarsa visibilità, e per tale motivo è necessario che si lavori intensamente alla valorizzazione delle risorse locali per attirare turisti; un'operazione che però non può essere condotta dalle singole realtà presenti sul territorio, le quali invece devono unirsi e costruire una rete, un circuito dove si lavori in maniera sinergica. Ragionando in quest'ottica la Casa delle Muse dovrà trasformarsi in una tappa obbligatoria di un percorso turistico più ampio, che garantisca ai visitatori un'offerta di qualità.

La Fondazione – ha spiegato il direttore Biagio Russo – sa che è necessario ancora molto lavoro, ma per realizzarlo è fondamentale il supporto delle istituzioni regionali. Un sostegno fatto non solo di aiuto economico, ma anche di dialogo, soprattutto ora che è venuto a mancare il finanziamento della Fondazione Banco di Napoli, defilatasi dopo appena tre anni dal suo impegno in qualità di socio fondatore della Fondazione Sinisgalli.
Non hanno invece mancato di manifestare il proprio sostegno i tanti visitatori giunti per ammirare il "tesoro" scoperto e messo in mostra dalla Fondazione; le loro voci, intrecciate alle note del violino di Donato Borraccia e del pianoforte di Carmen Di Grazia, hanno animato le sale della Casa delle Muse, rendendo tangibile l'obiettivo che essa si è prefisso: diventare luogo di incontro per quanti vogliano confrontarsi e discutere di cultura, nel nome di Sinisgalli.

Il momento conclusivo della manifestazione è stata la lettura di un brano sinisgalliano da parte dell'attore lucano Ulderico Pesce, il quale ha reso partecipe il pubblico del proprio lavoro di studio e di approfondimento sul poeta della due Muse; un lavoro cominciato oltre un anno fa, molto faticoso per la complessità dei testi sinisgalliani. Nella sua ricerca, Pesce ha scoperto che l'humus che anima tali testi è costituito dall'elemento della "montemurresità", valorizzata ed esaltata da Sinisgalli nelle sue diverse esperienze romane e milanesi, compiute fra le alte sfere della cultura italiana novecentesca. Una "montemurresità" di cui Pesce ha trovato traccia visibile tra le mura di casa Sinisgalli e negli oggetti che essa ha custodito per quasi un secolo, ora salvati dall'oblio.


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pdf Comunicato stampa

Rassegna stampa
pdf La Gazzetta del Mezzogiorno, 20 aprile 2014
pdf La Nuova del Sud, 24 aprile 2014
pdf Il Quotidiano della Basilicata, 29 aprile 2014
pdf Nodi, maggio 2014

20 Aprile 2014

Fondazione
Leonardo Sinisgalli

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