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Lucernari

di Ingegnere L.S.
n. 104, agosto 1936

 

L'Ing. Galassini nell'articolo che pubblichiamo su questo fascicolo di "Casabella" pone in evidenza parecchi lati del problema "sistemi costruttivi" per edifici civili ed industriali sia dal punto di vista dell'economia nazionale, sia dal punto di vista della praticità del montaggio delle strutture. Alcune delle fotografie che illustrano quell'articolo, si riferiscono a coperture, tettoie, coperture di stabilimenti industriali e di uffici ove la struttura portante in acciaio è resa tanto più necessaria in quanto è richiesto l'impiego di opportuni lucernari e velari. L'illuminazione dall'alto, fin dove è possibile, è da tempo riconosciuta la più razionale e conveniente soprattutto negli ambienti di lavoro ove il rendimento del personale, la accuratezza del lavoro e la percentuale di infortuni si sono riscontrati in diretta dipendenza dell'uniformità e bontà della illuminazione. Oltre quindi alle considerazioni dell'Ing. Galassini, spesso si ricorre ad ossature e coperture metalliche principalmente nell'intento di ottenere una struttura che permetta di sistemare sia sul tetto, sia alle pareti, opportune superfici illuminanti. Però i lucernari con portavetri a T del vecchio sistema con applicazione dei vetri con mastice, di qualsiasi qualità, ha sempre dato luogo a gravissimi inconvenienti: gli abbondanti stillicidi e le rotture dei vetri. Infatti i forti calori estivi induriscono il mastice, provocandone lo scrostamento; e non permettendo in pari tempo al vetro le necessarie dilatazioni dovute agli sbalzi di temperatura. Il nuovo tipo di portavetro senza mastice che tanto favore ha incontrato in Italia ed all'estero, elimina completamente tali inconvenienti, assicurando perciò ai lucernari una completa impermeabilità ed una lunga durata. La leggerezza del portavetri senza mastice, il suo modico costo; se si tien calcolo che con esso vengono abolite le costose spese di manutenzione, la possibilità di sostituzioni e variazioni nella forma e nelle parti di questo lo fanno preferire a qualsiasi altro sistema. Nell'articolo precedente una delle fotografie riguarda la grande tettoia centrale della Stazione di Milano per quanto è ossatura metallica: abbiamo voluto qui accanto riprodurre la stessa tettoia vista dall'alto per dare il giusto rilievo ai 40 mila metri quadrati di lucernai senza mastice che la costituiscono. L'innovazione del portavetro senza mastice è stata introdotta in Italia fin dai primi anni di questo secolo e oggi, dopo lunghi studi che riguardano e l'accuratezza di posa in opera e sostanziali modifiche ai tipi di profilati degli anni addietro, si può con tutta sicurezza affermare che il problema è completamente risolto. Il tipo di profilato preferito in questo manufatto è un tipo ad U speciale che presenta vari vantaggi. Principale è quello di avere un momento di resistenza elevatissimo proporzionatamente al suo peso e quello pratico che il pulviscolo atmosferico spinto dal vento e che può passare attraverso il coperchio della aggiunzione ed il vetro non ostruisce l'ampio letto sottostante e quindi non si verificano dannosi stillicidi nell'interno. Tale inconveniente riscontrando invece con il vecchio profilato T rovesciato non ha più luogo con il profilo ad U poiché il maggior spazio nel canale di raccolta permette al pulviscolo una volta accumulatosi, di essere trascinato dall'acqua verso l'esterno ritardando di gran lunga il riempirsi del canaletto. Per maggiori dettagli sul tipo di profilato e sulla giunzione che si ottiene in questi portavetri senza mastice, rimandiamo alla pagina IV ove è chiaramente visibile la razionalità di tale sistema. Qui vogliamo soltanto ricordare che ragione di lunghe prove e studi è stato il fissaggio del coprigiunto ai vetri, ottenutosi mediante l'adozione di uno speciale profilato che fa da coperchio e che permette le dilatazioni del vetro, pur mantenendone la voluta pressione affinché quest'ultimo resti fisso al complesso. Vari sistemi sono stati precedentemente sperimentati prima di riconoscere più pratico e sicuro quello dei coperchi laminati in nastri di zinco, rame o anticorodal e trattenuti da bulloni e dadi di metallo inossidabile. Tale sistema adottato e applicato su larga scala dalla S.A.C.I.L. di Milano, ha permesso di raggiungere i migliori risultati. La resistenza alla corrosione del profilo a U facente da canale di raccolta, si ottiene con spalmatura di speciali vernici antiruggini, od anche con zincatura a fuoco o piombatura galvanica. In definitiva affinché il lucernario sia completamente impermeabile e di lunga durata occorre che i profilati costituenti l'armatura di esso siano laminati a caldo in un sol pezzo di forma ad U con doppi canalini laterali; questi hanno lo scopo di permettere lo smaltimento di qualunque massa d'acqua venisse a penetrare nel coperchio. I profilati devono essere opportunamente dimensionati in funzione della resistenza che debbono avere per sopportare il peso proprio del lucernario, in relazione alla luce libera e ai carichi accidentali; il fissaggio del coprigiunto viene fatto con pernietti di rame, di ottone o anche anticorodal e relativi dadi; il coperchio o coprigiunto deve essere laminato regolarmente da un nastro semicrudo di zinco, rame, anticorodal, ecc. e deve essere rinforzato in corrispondenza di ogni singolo bulloncino. La facilità di smontaggio di questo coperchio permette in qualsiasi momento e senza difficoltà alcuna il cambio delle lastre di vetro. Nei due canalini laterali del profilato è posta una guarnizione di diametro sufficiente che assicura l'aderenza dei vetri. È bene soprattutto che la costruzione, la posa in opera del lucernaio e la manutenzione sia affidata alla stessa ditta specializzata, solo così infatti si può avere la garanzia di eliminare tutti gli inconvenienti. Le fotografie danno un'idea della grandiosità dei lavori che con tale sistema sono stati fatti in Italia e all'estero e dimostrano che il problema è capitale specialmente per industrie che richiedono grandi servigi illuminanti, per uffici, locali pubblici, o di pubblico ritrovo; anche nelle abitazioni private l'impianto di un lucernaio è meno raro di quanto sembri. Prima di riportare su queste pagine un completo dettaglio del sistema, vogliamo accennare una interessantissima applicazione a cui esso si presta, per costruzioni di pareti, chioschi di serre. Diamo una fotografia della Serra di essiccamento dei Monopoli di Napoli, costruita dalla S.A.C.I.L. di Milano appunto con tale sistema; si è ottenuta così una struttura praticamente impenetrabile all'acqua completamente in acciaio e cristallo senza l'intervento di nessun materiale deteriorabile e con le necessarie aperture di aereazione.

14 Dicembre 2011

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