Cronista [del primo satellite]
A.VI, n.1 (gen 1958)
5 ottobre – Il primo satellite fu lanciato il 4, ma la notizia venne pubblicata dai nostri giornali la mattina del 5, ascoltata in inglese da Radio Mosca la notte prima e così concepita: «Oggi è stato lanciato con successo il primo satellite artificiale della Terra. Il satellite compie ora la sua rivoluzione intorno alla Terra lungo una traiettoria ellittica, ad una distanza dalla superficie terrestre che si calcola di 900 chilometri. La luna artificiale è una sfera di 58 centimetri di diametro, che pesa 83,600 chilogrammi e porta una radio trasmittente. Secondo le informazioni preliminari il razzo che ha trasportato il satellite gli ha impartito la richiesta velocità orbitale di circa 8000 metri al secondo. In questo momento il satellite sta descrivendo traiettorie ellittiche intorno alla Terra. Il suo volo potrà essere osservato fra i raggi del Sole nascente e del Sole al tramonto con l’ausilio degli strumenti ottici più semplici, quali binocoli e cannocchiali. Per compiere un giro completo intorno alla Terra, il satellite impiegherà un’ora e 35 minuti. Domani passerà due volte sulla zona di Mosca, esattamente alle ore 1,46 e 6,42 (ora legale)».
Il 5 era sabato e il «Il Tempo» dette la notizia su 3 colonne di spalla, conservando la precedenza ai segni di stanchezza dei socialcomunisti di S. Marino, «Il Messaggero» la dette su quattro, con la figura dell’orbita del satellite accanto a una telefoto dei disordini di Varsavia. «Si apre l’era delle grandi conquiste scientifiche interplanetarie» scrisse invece «Il Corriere» in testa alla prima pagina, pubblicando, sotto, il ritratto di Pjotr Kapitza, il più famoso scienziato sovietico nel campo degli studi nucleari, e due disegni d’artista, uno del satellite, molto generico, sotto forma di disco volante, e un altro, più schematico ma più scientifico, della sua traiettoria, che ci sembrò preso da un articolo di Glauco Partel, pubblicato nel ’56 sulla nostra rivista. Il satellite non veniva ancora chiamato Sputnik, venne definito però subito luna rossa da Ugo Stille, che traduceva dai giornali americani le preoccupazioni per lo scacco subìto e l’ansioso interrogativo sull’esito del lancio.
Che cos’è un satellite artificiale? A che cosa serve? Come è stato lanciato? I satelliti artificiali - risponde la Tass, agenzia russa d’informazione - aprono la strada ai viaggi interplanetari e, a quanto pare, i nostri contemporanei sono destinati ad essere testimoni di come il libero lavoro degli uomini della nuova società socialista possa realizzare i sogni più arditi dell’umanità. Il problema che i russi hanno risolto così brillantemente - commenta lo stesso giorno il liberale «Manchester Guardian» inglese - è quello di trasportare oggetti del peso di un quintale circa in qualsiasi parte del sistema solare. Rimane da vedere se, nel prossimo futuro, si troverà un sistema per riportarli indietro. Gli scienziati sovietici prevedono intanto che, data la sua alta velocità il satellite si disintegrerà a qualche diecina di chilometri dalla Terra. Dalle modificazioni della sua orbita si potranno studiare le variazioni della massa terrestre, la densità dell’aria negli strati più alti dell’atmosfera, gli effetti dei raggi cosmici, i pericoli che minacciano le future astronavi.
6 OTTOBRE – Dopo la frettolosa notizia del sabato mattina, dopo che il satellite aveva fatto venti volte il giro della Terra, il sonno festivo e il maggior numero di fogli della domenica contribuirono a far aprire più vasti spiragli alla stampa. Non si viaggiava ancora verso la Luna vera, ma tutto il mondo ascoltava i segnali radio della luna artificiale e gli occhi di ognuno, secondo l’enfasi dei cronisti, erano rivolti a scrutare il cielo nella speranza di poterla vedere. Il satellite sarebbe passato per Milano e Roma alle ore 8,9. Nessuno potette vederlo né scorgerlo coi binocoli, neppure il prof. Boni di Roma, che stava per partire per il congresso di Barcellona e non poteva badare ai posti di osservazione che pure aveva predisposti per l’Anno Geofisico Internazionale; lo udì il centro intercettazione della Rai a Monza, poco dopo le 8,15 e poi con molta chiarezza alle 11,15 sulla lunghezza d’onda di metri 15. Il segnale era simile a quello di un telefono occupato, ad intervalli di tre secondi. L’ufficio radio de «La Stampa» lo captava alle 9,37 per circa due minuti e in maniera molto chiara sulla lunghezza d’onda di 20 000 chilocicli. A Roma lo intercettavano due radio amatori, contrassegnati dalle sigle I-1-10 223 e I-1-10 226, l’ufficio dell’agenzia «Italia», di ispirazione governativa, e due altri giovani, i fratelli Felice e Antonio Ceccarelli, che abitano nel popolare quartiere di San Giovanni. A New York, interrompendo un programma di varietà, la stazione radio della NBC lo metteva in onda e gli ascoltatori dichiaravano che il suo suono era rassomigliante al verso di un uccello rapace: bip bip bip. Si affacciano le prime ipotesi sulla natura del razzo che ha portato il satellite a 900 km di altezza. È da ritenere - scrive Armando Silvestri sul «Corriere» - che si tratti di un razzo almeno a tre stadi. Questa circostanza presuppone una serie di esperimenti compiuti su razzi polistadi, una messa a punto accurata dei sistemi di telecontrollo, è evidente che come nel romanzo del disgelo, Non di solo pane si sono nutriti gli scienziati sovietici. Il successo del prof. Blagonravov, che si trova per caso a Washington, è immenso. Viene intervistato alla televisione nel corso del programma che porta il titolo «La gioventù vuole sapere». Egli dichiara che il progetto russo ha pochi punti in comune con il progetto Vanguard americano e spiega che data l’enorme velocità con cui si muove la sfera metallica i suoi messaggi radio possono sembrare diversi per intensità e tono.
7 OTTOBRE – C’è così chi dice di aver ascoltato bip bip bip a Roma e chi dice di aver udito bop bop bop a Milano. «E’ lei, la riconosco» grida il prof. Blagonravov ascoltando la voce della luna artificiale da un nastro magnetico. È un signore anziano di 63 anni, piuttosto piccolo e magro, dai capelli bianchi e dagli occhi azzurri, che fuma incessantemente sigarette russe dotate di un lungo bocchino. È un signore anziano di 63 anni, piuttosto piccolo e magro, dai capelli bianchi e dagli occhi azzurri, che fuma incessantemente sigarette russe dotate di un lungo bocchino. «Il Messaggero» pubblica la sua fotografia. «Non vi è pericolo che il lancio di una serie di satelliti crei un ingorgo del traffico nell’Universo?» gli domanda una graziosa studentessa americana. «Signorina, l’Universo è troppo grande» risponde. Dicono che è il padre del satellite. Non c’è dubbio che sarà scelto da «Time» per la copertina del mese. Ha un cane che si chiama Zigano. Il cane è stato fatto salire fino a centoquaranta chilometri di altezza. Zigano ha dieci anni. Si viene a sapere che il prof. Blagonravov è generale dell’Armata rossa. A lui, al prof. Sedov, al prof. Erhardt e agli altri scienziati «che hanno saputo conquistare una così gloriosa vittoria della scienza sovietica» la fornaia Zinaide Baskinna, della fabbrica moscovita di biscotti «Bolscevik», promette che regalerà, attraverso il suo direttore, «la più bella e la più deliziosa torta alla crema». Ecco intanto sul «Paese», nel racconto del giornalista Riabcilov, che fu il primo a volare su un aereo a reazione e a recarsi nell’Antartide coi russi, descritta la partenza del satellite: «Figuratevi una pista di cemento armato, un razzidromo sul quale è installata una piccola sfera metallica che diventerà il satellite vero e proprio quando nella stratosfera si sgancerà con la velocità necessaria. La partenza avverrà di mattina presto, quando le stelle svaniscono nel cielo e il sole non si è ancora alzato. Il silenzio attorno è assoluto. Quando il cielo è illuminato dal sole nascente, tutto il personale del razzidromo uscendo da un sotterraneo blindato osserva con speciali dispositivi quando accadrà alla superficie. Alzate le leve la terra si scuote, si sente un’esplosione la terra si scuote, si sente un’esplosione assordante e nella nebbia dell’alba si alza un vortice di fiamme. Il razzo è partito».
La possibilità che il razzo portatore, ovvero il terzo razzo che impresse al satellite la fantastica velocità di 28 800 km all’ora, seguisse lo Sputnik non era stata contemplata. Praticamente i satelliti in volo sono due, uno silenzioso e un altro, il vero, che lo precede, animato da due apparecchi trasmittenti. Radio Mosca ha annunciato che col passare dei giorni la distanza e la velocità che separano il razzo portatore del satellite potrà mutare. Il satellite continuerà a girare per circa un mese. I calcoli fatti nelle precedenti quarantotto ore hanno dimostrato che il periodo delle sue rivoluzioni rimane immutato. Alle 6 di oggi sorvolava il continente antartico, proseguendo quindi in direzione nord-est attraversava l’Oceano Pacifico, alle 6,30 solcava il cielo di New York, sedici minuti più tardi era sul cielo di Mosca. «Lo stato d’animo dei più - scriveva stamane il “Times” - è un miscuglio di ammirazione, compiacimento e paura». Mentre «non è più complicato di un rasoio Gillette» commentava il pittore De Chirico e «un grosso pezzo di acciaio» lanciato in ciclo è lo Sputnik per l’ammiraglio Rawson Bennet, furente. La luna rossa, che i francesi chiamano bebè lune, è stata fissata a una quota che supera del doppio quella prevista dagli americani ed il peso portato a quella quota è circa sei volte e mezzo quello previsto per il Vanguard. Si avanza l’ipotesi del combustibile solido, mediante il quale parrebbe sia stato propulso il grande veicolo al suo primo e al suo ultimo stadio.
8 OTTOBRE – Intervista di Kruscev e frettoloso ritorno di Eisenhower a Washington. I corrispondenti avvertono un complesso di vertigine degli americani. Si tratta - spiegano - di una reazione di carattere psichico che ha colpito l’immaginazione popolare americana più di quella europea, in quanto sulle sponde dell’Atlantico l’assunto della supremazia mondiale dell’America era fino a ieri un indiscutibile atto di fede. Secondo il «New York Time» la costante tendenza a sottovalutare le capacità sovietiche è motivata da una istintiva antipatia per il comunismo e dalla tradizionale concezione che i russi siano un popolo contadino e ignorante. È da segnalare tuttavia lo strano comportamento della borsa valori di New York: gli esperti si attendevano una notevole flessione di tutti i titoli, invece il volume delle contrattazioni è aumentato e gli agenti di cambio hanno comprato a tutto spiano titoli industriali con spiccata preferenza per quelli delle industrie aeronautiche e elettroniche. La vendita dei binocoli è aumentata del 30 %.
9 OTTOBRE – La «Pravda» ha dichiarato che un terzo oggetto sta ruotando attorno alla Terra, oltre al satellite artificiale e alla parte terminale del razzo! È un cono di protezione che il satellite aveva quando fu lanciato nello spazio. Lo stesso giornale ha rivelato che il satellite ha inviato segnali cifrati fornendo temperature e altri dati. Oggi è stata pure pubblicata la prima fotografia del satellite in volo: si vede una scia luminosa che attraversa da destra a sinistra il cielo stellato. Viene anche annunciato che nei prossimi satelliti sovietici verranno installati animali. Finora il satellite non è stato osservato con telescopi normali: si spera che esso continui i suoi giri attorno alla Terra almeno per sei settimane, il tempo che occorre perché entri in funzione in Inghilterra un nuovo gigantesco radiotelescopio che sarà capace di seguire il satellite con apparecchiature radar. Oggi un modello del satellite analogo a quello lanciato il 3 ottobre è stato esposto a Praga, l’«Espresso» ha inviato Adelfi, giornalista multiforme, al congresso astronautico di Barcellona, il prof. Sivori, nostro collaboratore, ha concesso una intervista alla «Gazzetta del Popolo» e Salvatore Quasimodo ha pubblicato una poesia.
10 OTTOBRE – Per tutta la giornata di ieri a Mosca non si era fatta parola delle notizie provenienti dagli Sati Uniti, dall’Inghilterra, dall’Italia, dalla Germania, secondo cui le trasmissioni del satellite erano cessate. Soltanto in serata Radio Mosca avvertiva, in un bollettino straordinario, che non era da escludersi che le batterie di alimentazione del radio trasmettitore di bordo si fossero esaurite. La «Pravda» ha pubblicato, come aveva annunciato ieri, la fotografia dello Sputnik con le quattro antenne piegate a W. Sembra un ragno. Prima del lancio il satellite era stato riempito di azoto per mantenere al suo interno una temperatura determinata. Mosca, l’umorista, ha scritto la sua battuta: il satellite non si sente più - dice un milanese -; i satelliti della Russia finiscono tutti col tacere - commenta l’altro -. Buzzati, più concreto, ha intitolato il suo elzeviro «Chi ci credeva?». Se in tutti quei miracolosi calcoli ci fosse stata per caso una virgoletta sbagliata? Se lo spazio, anziché curvo, fosse stato rigido come un baccalà? Questi e altri stupendissimi dubbi ci venivano alla mente - egli scrive -. Una sfera di 58 centimetri, niente di più. Però viaggia tale e quale un vero corpo celeste. Fa, in piccolo, lo stesso identico servizio che fa la Luna intorno alla Terra, la Terra intorno al Sole, il Sole intorno a Dio sa chi. Un giocattolino. Però è bastato a dimostrarci che i calcoli degli astronomi stavano in piedi, che le astruse formule funzionavano non soltanto sulle pagine dei loro libroni ma anche nell’immensità del creato. E adesso finalmente ci crediamo. Al congresso astronautico di Barcellona è stato annunciato che tre uomini e una donna compiranno una traversata del continente americano in una navicella appesa a un pallone. L’impresa, che sarà tentata fra un paio di settimane, è destinata a stabilire il grado di resistenza del corpo umano alle grandi altezze e in un ambiente ristretto. A bordo della navicella troveranno posto un ricevitore trasmettitore, due letti, una minuscola cucina e un gabinetto, di decenza «chimico», separato dal resto da una tenda.
11 OTTOBRE – La luna rossa non è visibile a occhio nudo, coloro che hanno creduto di vederla hanno visto in realtà il razzo portatore che, essendo molto più grande del satellite, riflette una maggiore quantità di luce. Aumentano le critiche al governo per il ritardo del progetto americano e si consolidano le considerazioni più strettamente tecniche a favore dei russi. L’orientamento americano nella propulsione dei razzi è per i carburanti liquidi; questi offrono vari vantaggi, come maggior potenza di spinta e regolabilità del getto, ma i propergoli solidi, verso i quali pare siano orientati i russi, appaiono più maneggevoli, più economici, più stabili nella combustione. Sono due metodi divergenti, l’adozione dei secondi ha fatto vincere la corsa ai russi. Un’altra considerazione: il satellite americano è un vero gioello di meccanica ed elettronica, i russi non si sono preoccupati di raggiungere la perfezione, hanno lanciato nello spazio un satellite rustico. Avevano ragione i bambini - dice Virgilio Lilli - avevano ragione anche i piccoli di quarant’anni, di sessanta, di ottant’anni… coloro che credevano ciecamente ai più improbabili cifrari fra la Terra e i pianeti, ai vestiti per la Luna, ai radar intertuta, alle radioseggiole pneumatiche antiaccelerazione. Avevano ragione le sciocchezze, i cargos per Marte, le staziolune, le venticolonie (colonie di Venere) eccetera.
12 OTTOBRE – Si chiude la prima settimana di notizie sul satellite. Il prof. Blagonravov, che abbiamo visto a Washington, passando per Copenaghen di ritorno a Mosca ha dichiarato di aver seguito il lavoro che ha preceduto il lancio «come una madre segue la crescita del figlio». Durante la sua sosta negli Stati Uniti non aveva avuto l’occasione di osservare lo Sputnik, «ma questa mattina, mentre ci trovavamo nella cabina di pilotaggio dell’aereo, alle 5,30, lo abbiamo visto benissimo venire avanti nel cielo, assai elegante e brillante». «Procedeva da nord-ovest verso sud-est» ha aggiunto. Tutti sanno delle vicende che portarono lentamente lo Sputnik negli strati più densi dell’atmosfera, tra l’insidia delle meteoriti e verso la disintegrazione, dei lamenti dei fratelli Alsop e della acuta nota di Lippmann in cui si rimproverava all’americano la corsa alla prosperità e al meccartismo il dispregio per l’intelligenza, cause non ultime della perduta supremazia, del satellite spiegato al popolo da Maffio Maffi sul «Corriere d’Informazione», delle puntate sull’astronautica iniziate dal prof. Crocco sul «Tempo» di Milano, delle valanghe di articoli che fecero eco al lancio, cosicchè possiamo venire ai giorni del secondo satellite, alla storia della cagnetta e alla seconda settimana di passione.
4 NOVEMBRE – Il secondo satellite, mentre i bambini visitavano da noi le caserme, si ebbe grandi titoli per via di quell’essere vivente e di quell’elemento non umano all’umano equiparato che i direttori preferiscono: Sirio, la stella-cane oscurata da Laika, che il primo giorno si chiamò Kudrjavka veramente. Tutti i nostri specialisti di astronautica erano già rimasti sorpresi dal peso del primo satellite, il peso del secondo satellite susciterà una sorpresa enorme. 508 kg, il peso cioè di una 600, 1500 km di altezza, 8000 metri al secondo, 1,42 ore per fare il giro attorno alla Terra, solo l’ineffabile dr. Wipple, direttore dell’osservatorio astrofisico di Cambridge, disse che la sorpresa esa sei volte maggiore. I sovietici dovevano aver inventato un nuovo tipo di carburante, straordinariamente potente, per sollevare il razzo vettore di questo secondo satellite, che deve aver pesato almeno 500 tonnellate; lanciare un satellite di 508 kg ad una altitudine simile costituisce una impresa più che sensazionale, eppure il grande interrogativo, ingigantito da tutte le società e famiglie per la protezione dell’animale, sarà Laika. Dalle prime informazioni fornite dalla «Tass» si è appreso che all’interno del satellite fra gli altri strumenti si trovava un involucro «impermeabile all’aria». Questa annotazione farà supporre ad alcune signore che, prescindendo dall’aumento o dall’accelerazione iniziale, sia stata scelta per la cagna la via della tuta speciale e della camera stagna, cioè una specie di sedia elettrica.
5 NOVEMBRE – è stato confermato che la forma dello Sputnik II è quella di una ogiva allungata. L’interno è diviso in scompartimenti, in ognuno di essi sono sistemati differenti apparecchi. Per la forza motrice si parla di una speciale miscela di idrogeno e borace, ma Radio Mosca ha parlato di una «fonte segreta di energia». Le batterie dello Sputnik II vengono alimentate dalla luce solare che investe il suo involucro. Radio Bucarest aveva annunciato nel pomeriggio di ieri che la cagnetta era morta, più tardi invece Radio Mosca ha dichiarato che la bestiola gode buona salute. Alcuni scienziati sostengono che potrà essere espulsa al momento opportuno e far ritorno sulla terra per mezzo di un paracadute. È già un grosso successo per la cagnetta il fatto che abbia resistito all’urto formidabile della partenza, alla velocità iniziale e finale del razzo, alle temperature della stratosfera, che prima si aggirano sui - 55° C, poi si avvicinano allo zero, quindi salgono, ai raggi ultravioletti di corta lunghezza d’onda, che arrivano nell’atmosfera alta, ai disturbi provocati dalla mancanza di gravità, quali abbassamento di pressione, velo nero sugli occhi, mal d’aria, perdita dell’equilibrio. Nei caffè e nei salotti si spiega il meccanismo dei «riflessi condizionati».
6 NOVEMBRE – Si dice che il lancio del grande Sputnik è costato alcune centinaia di miliardi di lire. Gli inglesi spendono 90 milioni di lire, per i loro cani; la società inglese per la protezione degli animali è quella infatti che la sua sorte di Laika. Non è detto infatti che la sua sorte sia segnata. Secondo il prof. Batslin dell’Istituto Astronomico di Mosca potrà tornare tra otto giorni sulla terra. Come? Facendo catapultare l’abitacolo impermeabile in cui è alloggiata in un momento in cui il satellite disterà solo 400 km dalla superficie terrestre. Proseguono nel contempo le registrazioni del comportamento fisiologico del cane e continuano le osservazioni sul sole e sui raggi cosmici. Notizie dall’avvistamento di Sputnik II e della captazione dei suoi segnali giungono da ogni parte del mondo. Tra gli altri gli operatori della stazione radio di ascolto della Reuter, situata alla periferia di Londra, hanno dichiarato che contemporaneamente al familiare bip bip è stato registrato un altro segnale sulla lunghezza d’onda di 37,9 megacicli. Il dr. Wipple, soprannominato, volendo due giorni fa, ha detto che gli scienziati russi sono riusciti che senza il satellite si sarebbero ottenuti solo in duecento anni. Lo stesso ha pure previsto che lo Sputnik (senza dire quale) uscirà dalla sua orbita e si disintegrerà l’11 dicembre prossimo (Non si è disintegrato ancora, N.d.r.).
7 NOVEMBRE – Pronto anche lo Sputnik III? Mentre si celebra l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, il «Daily Express» in una corrispondenza da Mosca rivela che gli scienziati russi potrebbero effettuare il lancio di un terzo satellite con uomini a bordo già da questo momento, dato che diecine di volontari sovietici si sarebbero già offerti per la partenza. Fossero già partiti per la luna questi uomini troverebbero tanta comprensione quanta ne trovano in questi giorni i cani? Lo scrittore Buzzati, che ha un cane chiamato Napoleone, scrive che finché continueremo a nutrirci di bistecche ogni eccessivo compianto per la sorte di Laika è perlomeno ipocrita. Il poeta Montale sul «Corriere d’Informazione», pur ricordando i suoi molti cani, da Morino a Galiffa, da Buck a Pippo, e il verso di Paul Valéry «Chienne splendide, écarte l’idolâtre», il quale coi cani non ha niente in comune, risponde che, come le cavie e i topi bianchi, Laika appartiene alla classe delle bestie di Stato, alle bestie che non hanno probabilmente conosciuto il rapporto mistico che lega cane e padrone. Viva o morta, reduce o polverizzata nell’etere, Laika troverà ben altri ammiratori e poeti.
8 NOVEMBRE – Ieri alcuni giornali avevano divulgato - salvo poi a smentirla - la notizia che un razzo stava solcando gli abissi che separano la Terra dalla Luna, senza che il lettore provasse la meraviglia di un mese fa. È straordinariamente sconcertante la facilità umana ad abituarsi alle più rivoluzionarie conquiste - nota Fabrizio De Santis -. Lo stato d’animo dell’uomo della strada è oggi completamente sgombro dallo scetticismo che fino a ieri l’aveva indotto a considerare gli studiosi di astronautica come uomini dalla fervida fantasia, se non proprio come visionari. Tra le 34 risposte al «Tempo» lo scrittore Carlo Laurenzi può dire di essere un patito dell’astronautica e confesserà che per lui questa è «una biada che aspetta le angoscie metafisiche». Kruscev ha parlato tre ore e mezzo per esaltare la scienza e la potenza dell’Unione Sovietica, il presidente Eisenhower ha solennemente rassicurato l’America e i suoi alleati che, nonostante i vantaggi che i russi hanno ottenuto in alcuni settori dei missili, il mondo libero conserva tuttora una netta superiorità per quel che riguarda il rapporto globale delle forze.
9 NOVEMBRE – Laika non potrà tornare. Il prof. Armellini, dell’Osservatorio romano di Monte Mario, ha scritto di aver visto il primo satellite la sera del 19 ottobre, poco dopo le 18, come una stella abbastanza luminosa e ci ha dato la triste notizia. Occorrerebbe che il satellite la lanciasse dietro di sé a velocità uguale e contraria alla propria, altrimenti, benché espulsa, continuerebbe a volargli accanto. Giulio Verne l’aveva scritto. Nel romanzo «Intorno alla Luna», del quale «Paesesera» ha pubblicato il capitolo sull’altra cagnetta, Selene, si racconta che questa era rimasta ferita per il grande urto subìto alla partenza ed era morta durante il viaggio, cosicché i tre pionieri del romanzo erano stati costretti a gettare il suo cadavere fuori dall’astronave. Ebbene, qualche tempo dopo, guardando dal finestrino si erano accorti che il cadavere di Selene invece di cadere verso la Terra continuava a seguire, come pietrificato, l’astronave! Tutto ciò è perfettamente conforme alle leggi della meccanica razionale e forse è già avvenuto per Laika.
La rivista siciliana «Ciclope», appresta la traduzione di un racconto interplanetario di Edgar Poe.
10 NOVEMBRE – Segnaliamo un’intervista di Werner Von Braun. Lo scienziato tedesco prevede che fra cinque anni si potrà andare e tornare dalla Luna. «The People» inglese, riportando la notizia a caratteri di scatola ha offerto un premio di 50.000 sterline all’uomo che raggiungerà la Luna e ne tornerà vivo. Sulla stampa italiana continuerà lo sperpero di tutti i parvenus e di tutti gli attesisti, fino a ieri seduti sul sagrato a rimasticare pseudoconfetti. Il giornalismo in pantofola partirà per Giove, ma per trovare salsicce e agnolotti.
11 NOVEMBRE – La radio di Sputnik II tace, Laika è già morta avvelenata.
12 NOVEMBRE – Eisenhower stringe i tempi nella «battaglia dei missili», Buòganin smentisce che Laika sia morta avvelenata da un gas, il prof. Skobeltsin dichiara: «Io penso che Laika sia morta. Non ne sono sicuro, ma ora deve essere morta».
14 NOVEMBRE – Sul «New York Herald Tribune» Joseph Alsop insiste ancora: «E’ venuto il momento di affrontare la realtà e porre fine all’ottimismo ufficiale».
23 NOVEMBRE – Meteore artificiali americane lanciate nello spazio interplanetario a una velocità superiore alle 25 mila miglia all’ora che è il minimo necessario per sfuggire alla forza di gravità terrestre.
24 NOVEMBRE – William Randolph Hearst ha avuto ieri un’intervista di tre ore e quarantacinque minuti con Nikita Kruscev. «Le vostre città potrebbero essere spazzate via dalla faccia della terra».
26 NOVEMBRE – Eisenhower colpito da trombosi.
4 DICEMBRE - L’ora zero per il primo tentativo di lancio nello spazio di una luna artificiale americana è stata fissata per le ore 16 (ora italiana) di oggi mercoledì.
5 DICEMBRE – Il lancio della «Baby moore» subisce sette rinvii consecutivi. Il pompelmo, com’è stato chiamato, ha un diametro di circa 16 centimetri e il peso di un chilo e mezzo. Il razzo Vanguard a tre stardi, per il lancio, è lungo circa 24 metri.
6 DICEMBRE – La prova di lancio del razzo che avrebbe dovuto portare il primo satellite americano in un’orbita attorno alla Terra è fallita stamane alle ore 11,46 locali (ore 17,46 italiane). Il missile si è sollevato di appena due metri, poi il primo elemento è scoppiato distruggendo il secondo e scagliando lontano il terzo, che è rimasto intatto. Nessuna vittima tra i tecnici che dirigevano l’esperimento a Cape Canaveral. Il razzo vettore dello Sputnik I, secondo una dichiarazione di Kruscev, sarebbe caduto negli Stati Uniti.
15 DICEMBRE – Vigilia della Conferenza anti-sputnik a Parigi. Presente Eisenhower, «vestito di grigio scuro, camicia bianca e cravatta nera», Foster Dulles ha letto il Salmo 46 e l’ambasciatore americano a Parigi il Salmo 519 nella funzione domenicale della Cattedrale americana di Avenue George V.
16 DICEMBRE – La Conferenza Atlantica ad alto livello è stata inaugurata oggi alle dodici meno cinque in un salone di palazzo Chaillot lungo quaranta metri, largo venti e alto otto. Diciassette persone, tra i massimi rappresentanti della politica mondiale, stavano sedute intorno a una tavola rotonda di sei metri di diametro, coperta di un panno azzurro, nel mezzo del quale era stata deposta una gran rosa dei venti, emblema della Comunità. «Non si giunge al traguardo senza un faticoso viaggio». Così ha concluso Eisenhower il suo discorso.
17 DICEMBRE – Sperimentato con successo il primo missile intercontinentale americano, l’Atlas, che può raggiungere 8000 km di gittata.
1° GENNAIO – Kruscev brinda al Cremlino all’incontro russo-americano.
6 GENNAIO – La notizia del lancio di un razzo sovietico a 300 km di altezza, con un uomo o una donna a bordo, non ha avuto conferma ufficiale. I primi cani stratosferici che precedettero il volo di Laika raggiunsero una quota di 210 km e tornarono vivi a terra appesi a un paracadute. Erano piccole bestie di razza Huski. Ma chi sarà l’Ulisse del cielo? Che cosa potrà vedere? Che cosa potrà udire? Che ci racconterà?
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