Le metamorfosi del "Romeo" Autotutto
III, n.6 (nov-dic 1955)
Alla recente riunione parigina della U.E.C., che sarebbe il consesso europeo dei grandi carrozzieri, gli esperti si chiesero quali erano state le vere, autentiche novità tecniche che il 1955 aveva portato e, tra gli autoveicoli di molteplice impiego, fu detto che il «Romeo» prodotto dall'Alfa era, senza dubbio, la più sensazionale. Il «Romeo» infatti si rivelava come il veicolo più facilmente trasformabile internamente per molteplici impieghi. Con pochi elementi la sua struttura poteva mutare e adattarsi a cento necessità.
Questa premessa serve a chiarire i concetti che avevano ispirato l'Alfa nel lanciare il suo Concorso per l'allestimento e l'arredamento dell'Autotutto. La Casa milanese, cioè, era certa di aver messo nelle mani di architetti, ingegneri, arredatori, costruttori, una materia quanto mai duttile, un tema oltremodo semplice, un soggetto pratico e funzionale. E che il Concorso, dotato di dieci premi per un totale di un milione e mezzo di lire, potesse interessare numerosi elementi comunque specializzati in questa materia, lo dimostrano le caratteristiche sancite dai lusinghieri giudizi degli esperti riuniti a Parigi.
Quattro mesi dopo il bando, la giuria si riuniva a Milano per constatare che almeno una cinquantina di concorrenti era stata attratta dall'iniziativa e che una diecina di progetti potevano essere presi in considerazione per un esame finale. La commissione composta dal rag. Bernasconi, l'ing. Grimme, il dr. Luraghi, l'arch. Nizzoli, il comm. Orlandi, l'ing. Satta Puliga, l'ing. Sinisgalli, con segretario il prof. Farné, affidava allo stesso comm. Orlandi la presidenza. Il riconoscimento spettava di diritto a questo eminente tecnico che, oltre a dirigere una delle più note carrozzerie per autobus d'Europa, è anche il presidente dei carrozzieri italiani in seno all'ANFIAA e uno dei più reputati esperti internazionali.
Ecco quanto dichiarava il comm. Orlandi dopo i lavori della giuria:
«L'Alfa Romeo nell'indire il Concorso così riccamente dotato ha voluto avere dai tecnici italiani indicazioni circa le ulteriori possibilità dell'impiego di questo veicolo che ha già ottenuto nel campo nazionale una affermazione superiore ad ogni aspettativa. Il "Romeo" Autotutto è nato bene. E' stato studiato in ogni particolare e a differenza di altre costruzioni similari, l’Autotutto "Romeo" è il veicolo di tutti per tutti gli usi.
«Le ragioni sono evidenti: il "Romeo" non ha ingombro di nessun genere. E' quello che noi diciamo una vettura nata di getto, è il modello uscito dalle mani del progettista già definito ed è veramente l'Autotutto. Quante sono le applicazioni che può avere la carrozzeria del "Borneo"? Parecchie decine. E' sufficiente pensare che è tale la praticità della sua costruzione che il cliente stesso è in grado di adattare il veicolo al suo uso, senza ricorrere all'ausilio di specialisti. Ebbene, i concorrenti hanno sì presentato delle ottime soluzioni, suggerito delle buone idee, ma non hanno presentato nulla di nuovo, non solo, ma molti sono usciti dal tema stabilito.
«Il tema stabiliva che la struttura doveva restare quella originale perché appunto dal rispetto originale del veicolo dovevano sorgere delle nuove idee di trasformazione del medesimo senza intaccare quello che costruttivamente era già perfetto. L'esame dei progetti presentati dai concorrenti ha dato, secondo il mio modesto parere, risultati mediocri.
«La maggior parte ha dimenticato quello che io ho premesso e cioè che ogni trasformazione deve essere di carattere pratico, semplice, adattabile a tutte le borse e atto a sviluppare sempre più l'introduzione presso tutti i ceti di un veicolo veramente utilitario. «All'esame dei progetti una osservazione viene spontanea per quanto riguarda il settore che io ho rappresentato: la mancanza assoluta dei concorrenti carrozzieri.
«Non so spiegarmi la ragione di tale assenza. Alcune soluzioni presentate da concorrenti ricalcavano modelli già fatti ed altre non potevano essere prese in considerazione perché praticamente irrealizzabili.
«I progetti premiati hanno dimostrato come alcuni concorrenti si siano veramente impegnati per fare qualcosa di pratico anche se non completamente nuovo. La giuria è stata comprensiva verso quasi tutti ed ha eliminato quello che per idea, esecuzione e interpretazione non poteva in nessun modo essere preso in considerazione. Non credo sia il caso di dettagliare altri progetti premiati: tuttavia l'Auto-pediatrico, l'Auto-campeggio, l'Auto-cappella, l'Auto-bar, e gli altri, sono progetti realizzabili, concepiti con una buona tecnica di facile esecuzione e che non altera affatto la struttura base del "Romeo". Sono mancati, è vero, l'Auto-ufficio, l'Auto per assistenza, l'Auto per propaganda didattica e culturale, l'Auto-officina ecc. Sono mancati credo perché i concorrenti si sono indirizzati (salvo qualche eccezione) verso la funzione del "Romeo" per autocampeggi, ciò che si spiega col fatto che la maggior parte dei concorrenti erano architetti».
Il Concorso è stato vinto, dunque, dall'architetto fiorentino Ceccherelli con il suo Auto-pediatrico che rappresenta, dal punto di vista dello sfruttamento dello spazio a disposizione nell'interno, l'idea migliore. L'architetto Pellegrino di Torino ha visto l'Autotutto in funzione eminentemente turistica, ma con adattamenti e innovazioni davvero rilevanti. La presentazione molto chiara ed elegante dei bozzetti ha permesso di meglio gustare la semplicità e l'eleganza estetica delle varie trasformazioni.
Al terzo posto è stata classificata l'Auto-cappella degli architetti milanesi Bazzoni, Crespi e Grisotti. L'idea di una chiesetta mobile non è nuovissima nella carrozzeria italiana, ma gli sviluppi che gli autori hanno dato al «Romeo» destinato al missionario più che al sacerdote sono considerevoli. I progetti che seguono nella graduatoria dal quarto al decimo posto sono i seguenti: l'Autofamiglia-Autocampeggio dell'arch. Maspes di Sondrio; l'Auto-bar dell'arch. Ceccherelli (il fiorentino vincitore assoluto); l'Autotutto dell'arch. Pennacchi di Milano per vacanze e campeggio; il Belviaggio del giornalista Bolivar di Roma; il gruppo schermografico e radiografico di Ruffinengo di Torino; l'Auto-cellulare del geometra Moino di Treviso; l'Autotutto ancora dell'arch. Bazzoni di Milano. Riportiamo qui le relazioni allegate ai due primi progetti.
Relazione del 1° vincitore.
Gli ospedali sono costretti a ricoverare pazienti non ammalati solo per esami e ricerche, i quali affollando in continuazione i vari reparti ne rendono ancora più, difficoltoso il funzionamento. Il progetto presentato ha un arredamento interno che può servire con lievi modifiche a varie attività specialistiche. E' stato scelto, ad esempio, un gabinetto medico pediatrico ed una variante odontoiatrica. Entrambe le utilizzazioni presentano un grande interesse dal punto di vista medico e sociale; nella maggioranza dei casi fuori dei centri di qualche importanza l'assistenza pediatrica manca del tutto, specialmente in certe regioni, con danno igienico e sanitario facilmente immaginabile. Ugualmente per quanto riguarda la specialità odontoiatrica. Un «Romeo» attrezzato per questi scopi deve essere propagandato ed entrare nell'uso di ogni giorno specialmente nell'epoca attuale che va sempre più verso una totale motorizzazione. Esso oltreché da enti come la Croce Rossa, l'Opera Maternità ed Infanzia, Enpas, ecc., può rendere utili servizi al medico libero professionista per estendere in maniera moderna la propria attività professionale.
«Romeo» Pediatrico. — L'ingresso del bambino da visitare avviene dalla parte tergale che rimane isolata dal gabinetto mediante porta scorrevole ad elementi. Si ha così un diaframma che impedisce l'ingresso alla accompagnatrice che rimane in attesa nello spazio allo scopo destinato, munito di comoda poltrona e contemporaneamente collegata con l'interno per parlare con il medico. La porta scorrevole serve anche come filtro alla temperatura esterna. Il gabinetto vero e proprio consiste in un lettino per visita spostabile orizzontalmente in caso di speciali interventi. Il medesimo può essere abbassato e trasformato in sedile e servire per le vaccinazioni od altro. Sul lato sinistro il banco per la pesa dei bambini, lo spogliatoio e la bilancia per la pesa neonati; oltre ad un tavolino per il medico con annesso schedario e sottostante piano con macchina da scrivere che si libera alzando il piano di sopra; il tutto bloccato e ribaltato può lasciare libera la porta di servizio situata da questo lato per la posizione del lettino visita che deve risultare alla sinistra del medico. Nello spazio tra i due sedili della cabina guida il gruppo elettrogeno con batteria e motorino ausiliari per l'impianto di illuminazione e apparecchio radioscopico. Dal lato destro armadietti per farmacia, strumenti e piatto di cristallo per ingredienti di medicazione; oltre la seduta per l'assistente, un lavabo e banco con fornello funzionante a gas liquido. Nella parte tergale in alto un serbatoio acqua per circa 80 litri alimentato con pompa dall'interno. Sopra la cabina guida un aspiratore d'aria elettrico. La ruota di scorta verrà sistemata esternamente sotto la parte tergale, oppure lateralmente con apposita maschera di protezione. La linea esterna è improntata alla massima semplicità; la parete superiore di copertura è opportunamente sagomata con luci laterali in plexiglas o perpex.
Materiali da usarsi. — Gli apparecchi medici sono quelli in commercio presso le ditte specializzate. I rivestimenti in formica a colori chiari. Le parti metalliche verniciate a spruzzo a colore bianco. Le rifiniture in metallo di alluminio cromato. Il pavimento in prealino unicolore, il pavimento della parte adibita al pubblico in gomma mille punte, lavabile. Imbottiture in gomma piuma, rivestite in vinilpelle. Per aumentare la capacità in altezza senza alzare troppo la copertura è previsto (se possibile) un abbassamento del pavimento. Nell'interno sono ricavati degli armadietti per materiale vario, della biancheria, latte in polvere ed altro da distribuire durante le visite.
Relazione del 2° vincitore.
La prima caratteristica del progetto sta nel fatto che la struttura dell'auto rimane inalterata (cioè è quella del camioncino di dimensioni normali), e questo per non incidere sul costo di produzione con ulteriori modifiche che esigerebbero una lavorazione del tutto particolare con grave danno per la produzione in serie. L'unica modifica riguarda il tetto dell'auto che, con un sistema semplice, può essere sollevato di alcuni centimetri, per poter permettere alle persone una maggiore libertà di movimento (possono infatti rimanere in stazione eretta) e per aumentare la ventilazione nell'interno della vettura. Iniziamo ora la descrizione dettagliata dell'Auto-campeggio. Le modificazioni attuate riguardano la parte interna della vettura dove sono possibili tre assetti pratici e di facile attuazione e cioè:
1° ASSETTO: VIAGGIO - L'automobile può ospitare comodamente quattro persone, di cui due disposte sui sedili anteriori e due sul divano-letto situato nella parte posteriore, come dal disegno.
2° ASSETTO: PRANZO - Per il pranzo l'interno della vettura è stato sistemato in modo tale da consentire una rapida trasformazione in cucina-viaggiante. Questo è possibile in quanto il fornello, alimentato dal liquigas, mediante una rotazione sulle cerniere laterali, permette il ribaltamento del piano che copre il fornello, il quale si dispone orizzontalmente formando un tavolo da pranzo, rivestito in formica. Il piano del lavandino può anche essere ribaltato in modo da aumentare la superficie del tavolo.
3° ASSETTO: LETTO - Il divano può essere raddoppiato nella sua lunghezza mediante un supporto rete che normalmente è ripiegata sotto lo stesso divano e che, nella combinazione notturna, viene disteso in modo da formare un letto da una piazza e mezzo. All'uopo, i tre elementi dello schienale del divano possono distendersi e formare un comodo materasso. Gli schienali dei sedili anteriori sono ribaltabili e possono ospitare due ragazzi, essendo le loro dimensioni tali da assicurare due comodi lettini. Una eventuale tenda o paravento può separare i genitori dai ragazzi. In caso eccezionale fra i due sedili anteriori si può inserire una rete ripiegabile in modo da ampliare i due lettini, portando a tre il numero dei letti a disposizione per i ragazzi.
Fanno anche parte dell'auto-camping, come dal disegno, un comodo armadio, due cassettoni e un lavandino sotto il quale è situato un piccolo armadio-dispensa. Tovaglie, posate, ecc., trovano sistemazione nel vano sottostante al fornello; altri cassettoni sono sistemati sotto il divano. E' possibile ottenere anche una doccia con un opportuno sistema di agganciamento dal lavandino. L'unica variante interessante apportata alla carrozzeria, è costituita dall'apertura del tetto che avviene con semplice movimento, e cioè allentando i quattro galletti ed effettuando una pressione sul tetto. Si possono così ottenere diverse posizioni riguardanti l'altezza del tetto ed arrivare fino alla quota massima interna di m. 1,85 dal pavimento. E' da notare che questo suggerimento, non apporterebbe alla struttura del «Romeo» alcuno indebolimento in quanto il tetto è opportunamente assicurato ad un telaio. Durante la corsa, il tetto, anche quando è sollevato, non oppone resistenza all'aria in quanto si prospetta con la minima resistenza al moto: presenta inoltre il vantaggio di aumentare la capienza interna qualora usato ad auto furgone. Un altro vantaggio dell'Autotutto progettato sta nel fatto che esso può essere rapidamente smontato di ogni accessorio ed essere usato come camioncino portante quale è la sua funzione originaria. Approssimandosi poi l'epoca delle ferie, può nuovamente essere allestito in breve tempo di ogni sua parte e trasformarsi in casa ambulante, senza temere la concorrenza delle più moderne auto-camping straniere.
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