Sito ufficiale della Fondazione "Leonardo Sinisgalli"

Viscardini e le sfere

I, n.6 (novembre 1953)

 

Mario Viscardini: «Hypersophia. La struttura dell'universo». Edizioni U.H.U. Milano 1953. E' un libro degno di Leibnitz o di Tommaso Campanella, un libro che avrebbe fatto la gioia di Edgar Poe e che speriamo non sfugga a Thomas Stearn Eliot, come non è sfuggito a Eugenio Montale, che gentilmente ce ne ha dato la prima notizia. L 'ingegnere e poeta Mario Viscardini rassomiglia molto ad Einstein, più magro, più smilzo, meno leone e più uccello. Lo abbiamo visto per anni appollaiato su una poltrona del caffè Cova, ora distrutto. L'altro giorno sedeva al Buffi-Scala, con Montale appunto, che ci ha permesso di conoscerlo e scambiare qualche parola. Il numero 8 torna nella Cosmogonia di Viscardini come il 4 di Pitagora a dividere, coniugando, la sfera del visibile o la sfera dell'invisibile. Quante illuminazioni in questo libro!

«Non si è mai pensato alla opportunità di assegnare mezza dimensione tanto al tempo quanto alla velocità» (pag. 37 - 1° capoverso). «L 'universo ammette dunque un orologio assoluto che è dato dal tempo impiegato da tutte le cellule cosmiche a dividersi in due» (pag. 39 - 4° capoverso).

«Il numero chiave del cosmo può assumere una sorta di significato simbolico ed esclusivo rispetto al 2» (pag. 62 - 2° capoverso).

«Da circa una quarantina di ère cosmiche, cioè da 2400 milioni di anni, la calotta del nostro universo avrebbe raggiunta la sua sistemazione definitiva: non vi sono più cellule cosmiche viventi distribuite sul suo campo, nè vi accadono materializzazioni. Lo spazio si espande, ma la materia non vi cresce nè vi diminuisce» (pag. 67 - 1° capoverso).

«I numeri puri hanno zero dimensioni; perciò moltiplicati fra loro danno sempre un numero, cioè un prodotto a zero dimensioni» (pag. 83). «Studiando la moltiplicazione dell'Hiper abbiamo stabilito che la forma invariante è la superficie curva a 5 dimensioni, cui abbiamo dato nome Panergia» (pag. 85 - 2° capoverso). «La massa del neutrone avrebbe un mesone galattico in più della massa del protone, la cui carica viene neutralizzata dal mesone» (pag. 97 - 1° capoverso).

«Il numero dei bioni (2 * 1035) forniti dal calcolo s'accorda con l'ipotesi che i bioni siano immortali, e passino da un organismo distrutto al successivo» (pag. 107 - 2° capoverso).

«Poichè le dimensioni intensive sono 4 (cioè la massa, il bios, il nous, il logos) si avranno quattro tipi di particelle elementari, cioè; oni bioni, psiconi, logoni» (pag. 109).

«Lo spazio vitale della terra dovrebbe contenere in media uno psicone per ogni 1032 protoni, ed un logone per ogni 1048 protoni. Il totale degli psiconi ammonterà a una cifra dell'ordine di 2 * 1019. Se ad ogni animale attribuiamo uno psicone (come minimo) avre-mo la possibilità che vivano contemporaneamente 2 * 1019 animali» (pagg. 109-110).

«Riguardo ai logoni troviamo che la dotazione terrestre arriva appena a duemila atomi pensanti. Se ne deve concludere che il logone caratterizza soltanto l'élite del genere umano». «La supposizione di un ordine razionale nel mondo oggettivo non esclude che questo mondo sia caotico. Così in una stessa serie ordinata, come quella dei numeri interi, possiamo riscontrare il disordine totale dei numeri primi accanto all'ordine assoluto del pari e dispari» (pagg. 110 e 113).

04 Luglio 2023

Fondazione
Leonardo Sinisgalli

C/so Leonardo Sinisgalli,44
85053 - Montemurro (Pz)
Tel./Fax 0971753660
C. F. 96058490762

3580949