Vocazione alla pubblicità
I, n.4 (luglio 1953)
Eduardo Monaco ha 8 anni. Fra tanti bambini che vorrebbero diventare Klee pare che lui sia il solo a voler diventare Cassandre o Nizzoli. Cassandre è un grande disegnatore di tavole pubblicitarie, Nizzoli è il nostro "industrial designer". Cassandre vive a Parigi, Nizzoli a Milano, Eduardo abita a Roma, eppure come certi disegni di ragazzi danno testimonianza della pittura moderna, le réclames di Eduardo potrebbero confortare la pubblicità intelligente. I genitori del bambino gareggiano nel lasciarlo libero di fare come vuole e come può. Niente scorcio e niente prospettiva, niente autobus con gente ai finestrini e niente palloncini colorati. Eduardo ha già raggiunto quel tanto di astrazione sufficiente a raccomandare la utilità di una candela d’accensione con una scintilla esagerata e di una bottiglia di spumante on dei turaccioli e una canna affumicata. L’interesse dei due componimenti che riproduciamo sta nella loro aggressività pubblicitaria e nella loro aderenza al gusto delle forme d’avanguardia. Nelle due tavole soltanto il colore e lo spazio neutro fanno da magma alle varie monadi rappresentate, viene riprodotto lo scheletro dell’oggetto più che l’oggetto. La vocazione del bambino è un modo di dire a molti adulti che fanno pubblicità come si ripudia la qualità più trita di un prodotto e si distingue la più nobile, come questa si scopre senza memoria, istintivamente, quasi per scherzo.
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