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Sinisgalli e la "campana". Tornano le edizioni "Comunità"

di Biagio Russo, Lucania, 6 luglio 1994.

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Era una campana il marchio della prestigiosa casa editrice "le edizioni Comunità", che Adriano Olivetti fondò nell'immediato dopoguerra, nel 1946. Quella campana, incorniciata da festoni su cui campeggiava la scritta "Humana Civilitas", divenne la metafora di una chiamata a raccolta, di una volontà di risveglio culturale e civile, per ricostruire un paese prostrato dalla guerra.

Assurse così a simbolo di una riscossa morale e di uno svecchiamento dei paludati canoni di una cultura d'èlite, chiusa nei recinti accademici. Era necessario dare spazio a discipline che potessero servire il paese e fomentare un dibattito aperto sulle soluzioni da applicare per risolvere o alleviare la gravità dei problemi in cui la nazione e la sua popolazione si dibattevano.

Quella casa editrice diventò motore di una serie di iniziative, che incisero profondamente nella vita di questo paese. Tra gli uomini d'ingegno, chiamati da Adriano Olivetti, "l'Ingegnere", e che parteciparono attivamente a quell'impresa che sarebbe divenuta foriera di idee straordinariamente innovative, vi erano Bobi Bazlen, Ernesto Bonaiuti, Alberto Carocci, Luciano Foà, fondatore dell'Adelphi, e il nostro Leonardo Sinisgalli.

Fu proprio di Leonardo Sinisgalli, primo moderno art director, a "inventare" per le Edizioni Comunità il logo. Quella campana con la scritta "Humana civilitas", era stata scovata, dallo stesso Sinisgalli fra alcune carte canavesane del Cinquecento, e divenne poi così famosa da identificarsi, con uno straordinario processo metonimico, con l'intera casa editrice: i libri dell'Edizioni di Comunità, furono per tutti "i libri della Campana".

E i libri della Campana, dopo un lungo letargo, grazie alla Mondadori, che ne ha acquisito i diritti, ritorneranno ora sugli scaffali. Le nuove edizioni sono state infatti presentate venerdì scorso nelle sale della Socrea di Palazzo Visconti alla presenza dei massimi vertici della società di Segrate.

Verranno pubblicati una decina di titoli l'anno su temi molto attuali; anche la grafica sarà nuova, anche se semplice ed elegante, come nella migliore tradizione della pubblicistica di Adriano Olivetti, con una sovraccoperta di un blu intenso.

Ma Ideale "trait-d'union" tra passato e presente, tra il fardello di una esperienza esaltante ma conclusa, e la prospettiva di una nuova scommessa di ricostruzione, sarà, manco a dirlo, la mitica Campana di Leonardo Sinisgalli con i suoi rintocchi.

 

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In alto, la copertina di uno dei numeri della rivista Comunità, uscito nel giugno del 1955 e che presenta il Paesaggio sulla Senna di Monet. La collana fu progettata dallo Studio Boggeri in tipico stile dopoguerra: la sovrastampa di due soli colori per ottenere, con la povertà dei mezzi a disposizione, un effetto multicolore. Sempre presente il logo che ha caratterizzato tutte le pubblicazioni delle Edizioni di Comunità: la famosa campana accompagnata dalla scritta "Humana Civilitas".
Di seguito le copertine di Remo Muratore per: R. Musatti, La via del Sud, Collana Politica, 1955; F. Ferrarotti, La protesta operaia, Collana Politica, 1955; Collana per studi di sociologia, anni 50.

24 Gennaio 2012

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