1964-1973 Da «La botte e il violino» all'Alfa Romeo
| 1964 | giugno | Sinisgalli fonda e dirige per l’amico Ennio Fazioli (che aveva conosciuto nel 1962), contitolare della Mobili Mim di Roma, la rivista aziendale di design «La botte e il violino». Al bimestrale, di grande gusto grafico, collaborano esponenti di spicco dell’arte e della cultura: Gillo Dorfles, Carlo Giulio Argan, Enzo Paci, Marcello Nizzoli ecc. Il fratello Vincenzo è unico redattore, mentre Filippo, il figlio, compare in veste di illustratore. Nel frattempo, invia le sue “Carte lacere” al «Mondo» di Mario Pannunzio. Si reca a Matera con Vito Riviello per l’inaugurazione della Mostra alla Scaletta di Michele Spera. |
| dicembre | Viene presentato da Ernesto De Martino e Giovanni Russo, a Roma, a Palazzo Colonna, sede romana della Garzanti il volume Paese lucano di Leonardo Sinisgalli e Mimmo Castellano. Presenti il presidente dell’Eni, prof. Boldrini, Giuseppe Ungaretti, Natalia Ginzburg, Gabriele Baldini. | |
| 1965 | 19 dicembre | Sinisgalli espone presso la Galleria “Il Bilico”, a Roma, due carte assorbenti, in una mostra di poeti-pittori, insieme a Pier Paolo Pasolini, Lawrence Durrell, Henry Miller, Rafael Alberti, Eugenio Montale, Cesare Zavattini. Partecipa con Quasimodo, alla personale di Cantatore a Milano. Inizia una lunga collaborazione, fino al 1970, con il settimanale illustrato «Tempo», su cui firma una sapida rubrica di critica d’arte. Una parte degli articoli confluisce nel volume I martedì colorati, per Immordino (Genova 1967). Realizza il commento per un cortometraggio a colori dedicato a Ghizzardi pittore contadino, per la Nexus Film, con la regia di Michel Gandin, |
| giugno | E' tra i presenti con Raffaele Carrieri, Orazio Napoli, Betty Bahaman, Agenore Fabbri, Franco Passoni, Toyofuku, Aiko, Takashi, alla mostra di Remo Bianco nella Galleria del Naviglio diretta da Renato Cardazzo. | |
| 17 giugno | Si inaugura una mostra presso la Galleria “Il Cenobio”, a Milano, a cui partecipa anche Sinisgalli, con un ritratto su una scatola di Minerva da venti lire. Lo slogan è “Piromani di tutte le tavolozze unitevi”. Il tema, curioso, verte, infatti, sul fiammifero. Organizzata da Jacques Kermoal, sono 38 gli artisti che, per puro divertissement, espongono le loro “opere”. | |
| 17 agosto | A Taormina, si rappresenta L’historie du soldat, di Igor Stravinskij e Ferdinand Ramuz. Regia di Angelo Musco. Tra gli attori, Arnoldo Foà, Gabriello Montemagno, Anna Brillarelli e Rita Puma. Le scene sono dipinte da Bruno Caruso, Renzo Vespignani, Mino Maccari, Giacomo Marzano e Leonardo Sinisgalli. Alla fine dello spettacolo i cinque quadri, alla presenza degli artisti, sono messi all’asta. | |
| 1966 | 23 gennaio | Pubblica, insieme a Luigi Guerricchio, L’albero di rose, per le Edizioni Galleria Penelope, a Roma. Una cartella con dieci incisioni dell’artista materano presentate da Renato Giani e diciotto poesie lucane tradotte da Leonardo Sinisgalli. Pubblica per Mondadori, Poesie di ieri, un’antologia tratta dalle precedenti raccolte che è premiata a Castel S. Angelo con il «Premio Fiuggi» da una giuria di cui fa parte Aldo Palazzeschi. Delle 269 liriche Sinisgalli ne salva solo 112, preferendo le poesie del “paese”. Chiude «La botte e il violino» perché troppo costosa per i proprietari dei Mobili Mim e affronta la direzione di un nuovo house organ, l’ultimo, «Il quadrifoglio», una rivista d’automobilismo che l’Alfa Romeo (celebre il settenario “L’ha disegnata il vento”, per esaltare il Cx di 0,34, il migliore risultato mai ottenuto per una berlina dell’epoca), dedica agli “alfisti”. La proposta dello stesso Sinisgalli è accettata dal direttore dell’Alfa, ancora Luraghi, divenuto nel frattempo Presidente della società del Portello. Il poeta-ingegnere la dirigerà fino al 1973, l’anno del pensionamento. Farà la spola, in aereo, tra Roma e Milano, ogni mese, trattenendosi due-tre giorni ogni volta. |
| marzo | Organizza e presiede il concorso internazionale (140.000 le schede pervenute) per l’attribuzione del nome al nuovo modello spider dell’Alfa Romeo, disegnato da Pinin Farina (sarebbe morto il 6 aprile), e presentato nel marzo del 1966 a Ginevra. La scelta, fortemente voluta e spiegata da Leonardo Sinisgalli, ricade sul nome Duetto che vuol dire «“armonia doppia”, nel senso che questa macchina realizza un’armonia tra la grazia e la forza. E nello stesso tempo forse, armonia in coppia, cioè... tra chi guida la macchina, che è il pilota, e il suo o la sua partner». Sinisgalli è in giuria a Tarquinia per il “Premio Tarquinia-Cardarelli”, con Salvatore Quasimodo (presidente), Boneschi, Bigiaretti, Rèpaci, Piccioni e Tieste Baldi. Il secondo premio è assegnato a Vittorio Bodini. |
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| ottobre | Interviene nel dibattito sui fumetti neri. Il periodico «Tribuna Illustrata» organizza nell’ottobre 1966 un «Processo ai fumetti neri», terminato con una «condanna senza indulgenza e senza appello», cui partecipano svariate celebrità: Mina, Alberto Sordi, Omar Sivori. Leonardo Sinisgalli, invece, non si scandalizza. | |
| 1967 | 1 gennaio | Sinisgalli ritorna alla radio, su invito di Leone Piccioni con un programma settimanale, la domenica alle 18.30 sul Terzo canale, che cura insieme al fratello, Vincenzo, dal titolo «La lanterna». Il programma monotematico, dedicato ad argomenti culturali e di attualità, dura circa mezz’ora e raggiungerà le 98 puntate nei due anni di programmazione (fino al 1969). La prima puntata è un omaggio a Mallarmé. |
| 21 dicembre | E' colto da un infarto mentre si trova a Bari, in compagnia di Domenico Cantatore. Smette di fumare, ma nonostante i pressanti consigli dei medici non riduce il ritmo delle sue fatiche. | |
| 1968 | Pubblica, con una nota di Gianfranco Contini, Archimede (I tuoi lumi, I tuoi lemmi), per Alberto Tallone editore, riprendendo in una raccolta di prose quel bisogno incessante e ambivalente di riflessione e immaginazione, di misura e creatività, che permea il suo pensiero. La versione economica sarà pubblicata, nel 1970, nella collana “Lo specchio” di Mondadori, con il titolo Calcoli e Fandonie. Per l’editore Origine, Lussemburgo, esce Paese lucano, con un’acquaforte di Emilio Scanavino. |
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| 10 giugno | Partecipa alla “Prima mostra nazionale della poesia autografa” organizzata dal Gruppo letterario «Piazza di Pietra», presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma. | |
| 30 ottobre | Sinisgalli è in giuria a Tarquinia per il “Premio Tarquinia-Cardarelli”, insieme a Leonida Rèpaci (presidente), Francesco Boneschi, Ugo Morera, Libero Bigiaretti, Paolo Farina, Leone Piccioni, Tieste Baldi. | |
| 1969 | La Mondadori pubblica, in edizione scolastica (La rosa di Gerico con la cura di F. Mazzoleni), i racconti di Leonardo Sinisgalli. Accompagna con un testo, una acquaforte originale di Lucio Fontana, appena scomparso, Concetto spaziale – Diario per l’Editore Brenno Bucciarelli di Ancona. |
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| dicembre | Sposa Giorgia De Cousandier, dopo una convivenza durata 25 anni. Per invitare gli amici alle sue nozze fa stampare in 50 copie fuori commercio, Pot pourri. Versi, disegni e fregi inediti, suoi, e di Filippo Borra. | |
| 1970 | 4 giugno | Partecipa al funerale di Giuseppe Ungaretti a Roma, nella Chiesa di San Lorenzo fuori le Mura. Non vi è rappresentanza ufficiale del Governo italiano. Sono presenti invece Carlo Bo, Mario Luzi, Giancarlo Vigorelli, Leone Piccioni, Oreste Macrì, Libero De Libero, Giorgio Bassani, Carlo Levi, Natalia Ginzburg, Maria Bellonci, Alfonso Gatto, Murillo Mendes, Attilio Bertolucci, Vittorio Sereni, Renato Guttuso e Guido Piovene. |
| luglio | Giorgia viene trasportata d’urgenza all’ospedale di Udine dove è operata di laringectomia. Anche la salute di Filippo peggiora. Pubblica per Mondadori il Passero e il lebbroso che dedica a Giorgia. Riconosce che il coup de foudre è fuori dalla sua strategia. La poesia non gli va più incontro. È lui che deve andarla a cercare, “come si va per funghi”. È una lunga e sofferta incubazione, che scaturisce da “una scena, un accadimento imprevisto o remoto”. È una poesia lineare, quasi prosa. E riflette il crescente pessimismo che lo tormenta, che nasce dal contrasto tra una condizione di solitudine e il desiderio mai domo di felicità. I suoi versi registrano umili eventi, oggetti poveri come fossili. La memoria è stanca, il furore è spento. A sorreggerlo solo la tecnica, una splendida tecnica. |
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| 1971 | 6 luglio | Vince il Premio Gubbio-Inghirami, per il Passero e il lebbroso, alla sua prima edizione. Il premio consiste nell’acquisto di mille copie del volume da donare alle biblioteche. In gara anche Guido Ballo, Maria Luisa Spaziani, Margherita Guidacci. Con quest’ultima Sinisgalli si era complimentato con una bellissima lettera, l’anno prima, per Neurosuite. Decide di ristrutturare la casa natale di Montemurro, affidando i lavori, al nipote, imprenditore edile, Giuseppe Mazzilli, figlio di Annina, sua sorella. |
| 24 ottobre | Sinisgalli vince il premio Ibico Reggino per la poesia con Il passero e il lebbroso. Per la narrativa è premiato Alessandro Bonsanti, mentre per la saggistica Enrico Falqui. Della giuria fanno parte Umberto Bosco (presidente) Salvatore Battaglia, Gaetano Mariani, Enrico Mascilli Migliorini, Bruno Migliorini, Guglielmo Petroni, Michele Prisco e Gianvito Resta. Guglielmo Petroni leggerà la motivazione per Sinisgalli. Rita Levi Montalcini è vincitrice per le scienze biologiche e Alfonso Maria Liquori per le scienze fisiche e matematiche. Pubblica, a tiratura limitata, una poesia inedita con un’acquaforte a colori di Franco Gentilini, A una pulce. Una poesia di Leonardo Sinisgalli ed un’acquaforte di Franco Gentilini, per La Pergola Edizioni d’Arte di Pesaro. |
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| 1972 | ottobre | In un convegno a Recanati dedicato a Giacomo Leopardi, Sinisgalli, davanti a cattedratici, espone, da poeta e matematico, le sue riflessioni sui Canti. Numeri, tabelle e misurazioni si trasformano in una lettura geometrica dei versi leopardiani. |
| 1973 | E' l’anno del pensionamento. Lascia la direzione de «Il quadrifoglio». Pubblica, a tiratura limitata, Fiumi come specchi, per la Tipografia Peruzzi di Gaiarine, con quattro acqueforti. Vende la villa di Lignano-Pineta. |
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09 Giugno 2023






