Sito ufficiale della Fondazione "Leonardo Sinisgalli"

1953-1957 «Civiltà delle Macchine»

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 1953   Sinisgalli inizia a lavorare per la Finmeccanica, su invito del nume, Giuseppe Luraghi, che aveva, come lui, abbandonato la Pirelli. Fonda e dirige «Civiltà delle macchine». Nella sede romana, con un unico redattore, il fratello Vincenzo, due segretarie e un fattorino, ispirandosi al «Politecnico» di Cattaneo, Sinisgalli apre agli umanisti il mondo delle macchine e ai tecnici lo spirito delle litterae. Ferve la ricostruzione postbellica.
La guerra è ormai un ricordo. L’eco della rivista, che è curatissima anche nella grafica, oltre che a colori, travalica i confini nazionali (vi è perfino una sezione in inglese) e diventa perno di una immensa tavola rotonda a cui partecipano le più grandi menti del secolo, senza preclusione alcuna (Argan, Paci, Ungaretti, Fortini, Assunto, Dorfles, Mondini, Somenzi, Villa, Portoghesi, Ceccato, ecc.), ma anche straordinari artisti (Mafai, Gentilini, Tamburi, Caruso, Omiccioli, Scanavino, Burri, Tovaglia) per celebrare l’utopia delle due culture. Coinvolge persino frotte di bambini, come quelli di Grottamurella, Amalfi, S. Andrea di Badia Calavena, Nasino ecc. «Civiltà delle macchine» nasce dal grande amore di Sinisgalli per le botteghe fumose dei maniscalchi, per i congegni, per gli ordigni. La macchina è vista come cerniera e simbolo di civiltà. Non c’è idolatria. I suoi limiti, così come i suoi errori, sono evidenziati. Due sono i filoni perseguiti da Sinisgalli: l’armonia del sapere e l’attenzione alla ricerca più avanzata (Elettronica, Astronomia, Cibernetica).
Per le aziende della Finmeccanica cura slogan, escogita nomi, come Proteus un robot che frulla, trita e spreme.
  maggio Partecipa a Castel Fusano al grande evento di gala per l’Alfa Romeo, con Soraya, Alberto Sordi, Marisa Merlini, Ungaretti, Fangio, Ascari ecc.
  18 giugno Sinisgalli firma un appello al presidente degli Stati Uniti, per chiedere clemenza, insieme ad altri scrittori romani, per i coniugi Julius ed Ethel Rosenberg.
Amico degli architetti Amedeo Luccichenti e Vincenzo Monaco, il loro studio cura il progetto dell’appartamento di via Sassoferrato n. 6 con finestre su via Rubens, dove il poeta decide di trasferirsi con la famiglia nel 1953, e dove, salvo una breve parentesi in via Carlo Dolci nel 1964-65, risiederà sempre.
  4 agosto Muore il padre e l’eredità è divisa. A lui spetta la casa sul fosso di Libritti dov’è nato. Le due vigne, tremila viti, curate personalmente per 30 anni da Vito, senza alcun aiuto, sono vendute. Grande è il rammarico del Poeta, soprattutto per la “vigna vecchia”, la vigna che la madre aveva portato in dote al padre con il matrimonio e che, pur essendo un fazzoletto, era stata particolarmente fertile, come fertile era stato il suo grembo, che aveva fatto dei Sinisgalli “una delle tribù più prolifiche della Val d’Agri”.
 1954   Viaggio a New York sull’Andrea Doria. È con lui Arturo Tofanelli. Con quell’esperienza si propone di incontrare le tre personalità più rappresentative d’America: il poeta Ezra Pound, l’urbanista Lewis Mumford e il “matematico” Albert Einstein. Il reportage è pubblicato sul sesto numero di «Civiltà delle macchine». Visita la splendida sede della Olivetti allestita da Costantino Nivola e nota che i supporti delle macchine che nascono dal pavimento, come funghi rovesciati, sono le “matematiche superfici”, i coni a profilo iperbolico che chiudevano il suo “famoso filmetto”, Lezione di geometria. Incontra anche lo zio Vincenzo che aveva accolto il padre a New York nel 1911. Nelle sue sembianze ritrova il profilo del padre, perso da poco.
Sinisgalli dirige la collana «Scienza e poesia». Sceneggiatore e regista è Giulio Briani (fotografia di Giuseppe Šebesta). Escono dieci cortometraggi a colori: Il tempo, Le misure, 330 al secondo, Eternamente inquieta, Il mondo alla rovescia, Incredibile ma vero, Le macchine non fanno paura, I segreti dell’acciaio, Gli specchi, Magia dell’elettricità. Il poeta-ingegnere è convinto che il linguaggio e i mezzi espressivi della macchina da presa permettano, con nitidezza insperata, l’avvicinamento a fenomeni ed esperienze difficilmente comprensibili con la sola parola o con il semplice schema.
  28-30 ottobre Sinisgalli interviene alla X Triennale a Milano. Presso il Teatro del palazzo dell’Arte si tiene il Primo Congresso Internazionale dell’Industrial Design. Tra i relatori, oltre al poeta-ingegnere, i più importanti protagonisti della cultura artistica e intellettuale italiana dell’epoca, come Giulio Carlo Argan, Gillo Dorfles, Enzo Paci, Lucio Fontana, insieme a numerosi, celebri architetti e progettisti sia italiani che stranieri, da Ernesto Nathan Rogers e Marco Zanuso, fino a Konrad Wachsmann, Max Bill, Walter Dorwin Teague e Tomàs Maldonado.
  novembre Inizia una collaborazione col «Corriere d’informazione» su invito di Gaetano Afeltra, che durerà fino al 1959.
 1955 primavera A Roma, nella Galleria dell’Obelisco di Irene Brin e Gaspero Del Corso, Leonardo Sinisgalli presenta una mostra di gioielli, monili e oggetti d’uso, dei “3P: Giorgio Perfetti, Giò e Arnaldo Pomodoro”. Tra i visitatori al vernissage Igor Stravinskij.
  20 maggio In collaborazione con Enrico Prampolini cura l’allestimento della mostra dedicata all’“Arte e industria”, dal titolo “Le arti plastiche e la civiltà meccanica” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma2 . Si tratta davvero di una mostra alquanto anomala, provocatoria e sperimentale al tempo stesso, per la decisione di accoppiare, evento probabilmente unico nella storia museale italiana e forse anche internazionale, una cinquantina di quadri e sculture realizzati da esponenti di spicco dell’arte concreta e dell’astrattismo europeo (quali Jean Arp, Pietro Consagra, Antonio Corpora, Piero Dorazio, Bruno Munari, Emilio Vedova e altri) con ingranaggi industriali, circuiti elettrici, gruppi differenziali, turbine, valvole termoioniche trasmittenti, cavi elettrici, serbatoi di reattori, provenienti da officine e cantieri della Finmeccanica e della Pirelli.
Raggiunta ormai l’agiatezza, acquista dopo aver seguito le fasi progettuali dell’architetto Marcello D’Olivo, una villa, che chiama “Giorgia”, nella città-giardino di Lignano-Pineta, in Friuli.
  1 luglio Firma un contratto di consulenza con l’Agip fino a dicembre dello stesso anno per il settore pubblicitario.
Per avere inventato il fortunato nome “Giulietta” (su suggerimento di Giorgia), l’Alfa Romeo gli regala un esemplare verde che resterà parcheggiata in garage3.
Nella galleria Selecta di Roma legge i versi di antichi canti lucani, trascritti dal dialetto. Presenti Rossana Podestà, Giuseppe Ungaretti e Roberto Fasola, che espone alcuni disegni.
Dirige la sua seconda collana di divulgazione scientifica, «Tecnica e poesia». I cortometraggi a colori, sempre della durata di dieci minuti (300 metri di pellicola) sono tre: Il legno, Metallo liquido e Il mosaico. La regia è sempre di Giulio Briani. La fotografia di Giuseppe Šebesta.
Pubblica I bambini e le macchine (Edizioni Del Gatto, Verona 1955) con venti incisioni degli alunni della scuola di S. Andrea di Badia Calavena in provincia di Verona; l’edizione è disegnata da Franco Riva ed eseguita con il suo torchio a mano. Sinisgalli aveva conosciuto la scuola del maestro Gianni Faè, nel 1954, dopo aver ricevuto delle incisioni di macchine. Il suo entusiasmo per la bravura degli scolari di una povera scuola elementare di provincia è tale che pubblica i loro disegni su «Civiltà delle macchine»; inoltre, regala loro un piccolo torchio tipografico con qualche chilo di caratteri per la stampa del giornalino scolastico «Piccole Dolomiti», che realizzavano in maniera primitiva. Sarà l’artefice del loro successo e di una fama che travalicherà i confini nazionali.
 1956 8-13 aprile La lungimiranza di Sinisgalli dà impulso alla ricerca italiana in ambito cibernetico contribuendo a finanziare, con un milione di lire, che anticipa personalmente, la costruzione di un robot, “modello meccanico di operazioni mentali”. L’Adamo II è esposto alla Mostra Italiana dell’Automazione e degli Automatismi, che si svolge a Milano dall’8 al 13 aprile 1956, inaugurata dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. La realizzazione è possibile grazie alla capacità progettuale di Enrico Maretti che concretizza gli studi informatici e linguistici di Silvio Ceccato. La macchina, “una semplice scatola cranica, senza occhi, senza orecchi, senza naso” che non ha “la faccia da idiota”, ed è “capace almeno di riferire e connettere se non proprio di pensare”, ha uno straordinario successo e desta meraviglia e interesse in tutto il mondo.
  25 agosto Al premio Viareggio la vittoria, ex aequo, va a Carlo Levi (Le parole sono pietre) e a Gianna Manzini (La sparviera). Giacomo Noventa, con Versi e poesie, ha la meglio su Leonardo Sinisgalli e Salvatore Quasimodo.
La vigna vecchia è l’edizione accresciuta della nuova raccolta poetica che pubblica nel 1956 per Mondadori. Sinisgalli accompagna il lettore nei suoi ricordi (con quattro poesie autobiografiche), tra gli oggetti a lui cari, tra gli animali di una terra ancora povera e sofferente, in una cornice di vivo realismo. La poesia è rosa dal tarlo dell’essenzialità. È al limite della prosa. Nell’ultima sezione “L’albero delle rose”, trascrive dal dialetto lucano canti popolari e filastrocche, sulla scia di Giuseppe Ungaretti e Jean Paulhan, utilizzando la tesi di laurea (La poesia popolare in Potenza ed in alcuni suoi Comuni) di Laura Andretta. La sua attenzione, sempre viva per i giochi, per i rituali, per le tradizioni si sostanzia in un lavoro quasi “etnografico”, sul proprio dialetto e sulla propria cultura. Dopo la morte del padre è aumentato in lui il bisogno di portare con sé, nell’esilio della città moderna, nel suo lavoro frenetico e creativo, i lacerti della propria terra e di un’infanzia perduta. I bambini, infatti, in questa sezione, giocano e sono ebbri di vita e di felicità.
Sinisgalli aderisce all’ADI, fondata nel 1956 da un’idea di Giò Ponti. Il programma dell’Associazione per il disegno industriale è quello di “promuovere un ambiente più favorevole agli sviluppi di questa disciplina anche in Italia […] allargando le conoscenze specifiche che concorrono a questo scopo”.
 1957 23 gennaio Il contenzioso legale, per la tutela del diritto morale sull’opera che aveva contribuito a dirigere e organizzare nella sua creazione, con la Società Radio Audizioni Italia, apertosi dopo la messa in onda de «I notturni dell’Usignolo» (nel novembre 1949), “imitazione male eseguita” del «Teatro dell’Usignolo», si risolve a favore di Leonardo Sinisgalli, perché “la paternità dell’opera collettiva va riconosciuta a chi l’abbia diretta e organizzata nella sua creazione”. Alla Rai, il 23 gennaio, la Corte d’appello di Roma dispone l’interdizione della trasmissione.
  marzo Con l’uscita di Luraghi, suo nume tutelare, dalla Finmeccanica e con il passaggio della testata all’Iri, inizia la ristrutturazione di «Civiltà delle macchine» e con essa il lento declino.
Leonardo Sinisgalli, in previsione della partecipazione del nostro Paese all’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958, è nominato ordinatore generale delle mostre del Padiglione italiano. A pochi mesi dall’evento, tuttavia, decide, insieme all’équipe di architetti incaricati, gli amici Monaco e Luccichenti (probabilmente per un forte ritardo nel finanziamento pubblico), di abbandonare l’incarico, con il conseguente passaggio di responsabilità a Luigi Moretti. Il progetto culturale di Sinisgalli era imperniato su tre punti: “L’Italia, l’italiano, gli Italiani, ciò che gli Italiani hanno fatto e fanno”.
Alla XI triennale di Milano, inaugurata a luglio, il tema centrale è quello della relazione tra le arti, l’architettura contemporanea, le produzioni d’arte e l’industrial design. La mostra di grafica è curata da Egidio Bonfante, Aldo Colombo, Franco Grignani, Attilio Rossi, Leonardo Sinisgalli e Ignazio Weiss.
Dirige la sua terza collana documentaristica, a colori, «Mestieri difficili». Alla regia sempre Giulio Briani. Sei i titoli: Il rilegatore, Il calligrafo, L’orafo, Il restauratore del libro, L’imbalsamatore, Il litografo.
  settembre Sfiora il premio Chianciano, dove nella sfida finale Titta Rosa, con Poesie d’una vita, ha la meglio sulla Vigna vecchia di Sinisgalli. 
Pubblica Tu sarai Poeta (a cura di Franco Riva, Verona).

2 Nel comitato direttivo figurano anche Palma Bucarelli, Piero Dorazio, Achille Perilli, Michelangelo Conte. L’allestimento è dell’architetto Eugenio Galdieri.

3 Da un ricordo inviatomi da Silvia Benedetti, nipote di Giorgia. Secondo Peppino Appella (Le Muse irrequiete di Leonardo Sinisgalli, De Luca, Roma 1988), Sinisgalli, il 18 luglio del 1967, avrà un incidente con la sua Giulietta, in viale D’Annunzio a Roma, quando investirà la Vespa di don Lido Ravanelli. Da allora non userà più la sua auto.

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09 Giugno 2023

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