Sito ufficiale della Fondazione "Leonardo Sinisgalli"

1946-1952 Dall'immediato dopoguerra all'esperienza «Pirelli»

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 1946   Pubblica L’indovino, Astrolabio, Roma.
  30 marzo Sulla rivista «Politecnico» pubblica tre poesie tradotte dal dialetto (“Motivi dialettali” il titolo), tratte da una tesi di antropologia di Laura Andretta, studentessa di Potenza presso La Sapienza di Roma. Nelle prosette di Horror vacui aveva scritto: “Dialetto. È sinonimo di ispirazione. I poeti in dialetto sono i prudenti che riescono a stare svegli per attizzare il fuoco delle Muse”. Insieme a “Motivi dialettali”, pubblica una poesia, “La luna nuova di settembre”, e traduce Centomani di Valéry-Larbaud.
  8-9 agosto Il poeta-ingegnere si sposta in Via Mercalli, ai Parioli vecchi, prima di trasferirsi in Via Silvio Pellico, dove rimarrà per un paio d’anni prima di impiegarsi a Milano come direttore creativo per la Pirelli.
  agosto Nella «Fiera letteraria», da agosto a settembre, pubblica il “Quadernetto” di Leonardo Imperatrice, un montemurrese, con le “Lezioni inedite di Francesco De Sanctis” tenute all’Università Federico II di Napoli. Sinisgalli le aveva scovate in paese, nella biblioteca di casa Ragona-Imperatrice.
  28 dicembre Partecipa a un incontro di scrittori ungheresi e italiani avvenuto nell’osteria dei «Tre Scalini» a Piazza Navona a Roma, con Corrado Alvaro, Giovanni Battista Angioletti, Alberto Moravia, Guido Piovene, Giuseppe Ungaretti ed altri ancora, organizzato dalla redazione della «Fiera letteraria» che pubblicherà la cronaca della serata letteraria sul primo numero del 1947. Da parte ungherese sono presenti, oltre a Illyés e Szabó, l’incaricato d’affari Papp, il direttore dell’Accademia Tiberio Kardos, il professore Paolo Ruzicska, Maddalena e László Brelich. In occasione di questo cenacolo italo-ungherese Gyula Illyés si trova tra Ungaretti e Sinisgalli, che leggerà in italiano: “Non posso dimenticare” dal primo volume di versi, Terra pesante, del 1928; “A un pesco”, dal libro Ordine tra le rovine del 1936; e “Moglie” dall’ultima opera, Un anno, del 1945. La poesia tradotta di Sinisgalli, “Non posso dimenticare”, appare nel primo numero della rivista dell’Accademia d’Ungheria in Roma, «Janus Pannonius», redatta e pubblicata nel 1947 dal professore Tibor Kardos con la collaborazione di molti eminenti studiosi ungheresi ed italiani, fra i quali ricordiamo György Lukács, Károly Kerényi, Florio Banfi, Lajos Pásztor, Folco Tempesti, Roman Vlad, Gaetano Trombatore, Alberto Savinio, Carlo Muscetta e altri.
 1947 luglio Insieme a Libero De Libero introduce Alberto Burri nell’ambiente artistico romano. All’indomani del suo rientro dalla prigionia americana, lo presentano nella prima mostra organizzata dalla Galleria La Margherita di Roma.
Traduce il volume di Theophile Gautier, Baudelaire, con saggi di G. Barbey D’Aurevilly e Sainte-Beuve, per le Edizioni del Secolo.
Leonardo Sinisgalli trova fra alcune carte canavesane del Cinquecento una campana con la scritta “Humana civilitas”, che diventa il simbolo del Movimento Comunità, ideato e fondato da Adriano Olivetti, metafora di una chiamata a raccolta, di una volontà di risveglio culturale e civile, per ricostruire un paese prostrato dalla guerra. Successivamente sarà ridisegnata da Giovanni Pintori e diventerà anche il simbolo delle Edizioni di Comunità e della rivista «Comunità».
  novembre Aperto ad ogni nuova esperienza, crea con il conterraneo Gian Domenico Giagni, con cui aveva stretto un forte legame di amicizia durante la collaborazione a «Il Costume», una rubrica radiofonica culturale, originalissima, che ottiene notevole successo, «Il Teatro dell’Usignolo». L’idea di fondo è che questo straordinario mezzo di comunicazione possa contribuire alla diffusione della poesia. Anzi l’assenza delle immagini può tradursi in un esaltatore evocativo, grazie ai rumori, alle pause, agli stacchi musicali. Il programma, che nella storia della Radio italiana è considerato il primo programma culturale della Rai, è curato da Leonardo e Gian Domenico, la regia è di Franco Rossi, mentre Gino Modigliani è il consulente musicale. La rubrica andrà in onda, in notturna, come un usignolo, ogni mercoledì dalle 23.20 a mezzanotte, fino a luglio 1949, per ben 73 puntate.
Sempre nel 1947 pubblica, per Mondadori, I nuovi Campi Elisi (in un primo momento il titolo era La mano del cielo). I versi di questa raccolta sono spogliati del bagaglio di metafore e di analogie tipiche dell’ermetismo. Il linguaggio diventa più scarno e vigoroso. La voce è più limpida e affettuosa. Il dolore nazionale per la guerra si fonde con i lutti personali: il rimpianto per la morte di Sara, la sorellina, e della madre a cui era legatissimo. La Lucania da “dolce provincia” si trasforma in “dolorosa provincia”.
“Nel 1947 si fonda, affidato alle cure dell’ingegnere-poeta Leonardo Sinisgalli, il Centro culturale Pirelli che nel 1948 si allarga al cinema con proiezioni organizzate da Mario Milani presso la sede del Pirellone in piazza Duca d’Aosta – anche due o tre per settimana nei mesi di punta – che attirano sino a mille-millecinquecento spettatori, specialmente dopo il 1952, quando all’interno del Centro si forma un circolo del cinema diretto da Silvestro Severgnini”1.
 1948 31 agosto Giorgia si dimette dalla «Voce dell’America», come vicedirettrice, dopo più di tre anni di lavoro.
Sinisgalli pubblica Belliboschi per Mondadori. Nei racconti prevale l’amore per la sua terra in un susseguirsi ossessivo di ricordi dolcissimi: con tutto un teatrino di paesani vecchi e giovani, di avvocati che sentenziano in un dialetto orfico-armentese e di superbe vegliarde. Ma non mancano gli avvenimenti più recenti, come la cattura delle S.S., o quelli più dolorosi, come la morte della madre.
Giuseppe Eugenio Luraghi, divenuto direttore generale della Pirelli, ed estimatore del poeta-ingegnere già dai tempi della Linoleum e della Olivetti, lo assume come Art director. Gli viene assegnata anche la curatela e il coordinamento delle “manifestazioni pubblicitarie della Ditta”, sia per il Gruppo Gomma, sia per l’Azienda Impermeabili. Insieme ad Arturo Tofanelli, che è solo il direttore responsabile, Sinisgalli fonda e dirige l’house organ «Pirelli», una rivista dagli orizzonti più vasti di un semplice notiziario aziendale che favorisce il dialogo tra artisti e scienziati, tra bello e utile, sotto l’egida di un Sinisgalli prodigo di “idee nuove, di originali e intelligenti iniziative che scossero la polvere accatastata da molti anni sul molosso invecchiato”, come ebbe a dire lo stesso Luraghi.
Sinisgalli segue l’attività di propaganda dell’azienda, sia attraverso la pubblicità dei prodotti (cavi, scarpe, guanti di gomma, gommapiuma, palle da tennis, suole, galosce, borse per l’acqua calda, gomme per cancellare e, soprattutto, pneumatici), sia attraverso conferenze e mostre (industriali, agricole e commerciali). L’enorme suola con lo slogan “Camminate Pirelli”, campeggerà in tutte le città e su tutte le strade e autostrade d’Italia sul finire degli anni Quaranta. Diventa un vero e proprio tormentone. Beniamino Dal Fabbro, suo amico, lo prende in giro: “Se vi fanno male i calli, camminate Sinisgalli”. Per un fine poco poetico Sinisgalli non esita a servirsi di una licenza poetica, trasmutando il verbo da intransitivo a transitivo, con una straordinaria innovazione linguistica. Non pochi si scandalizzano. Come quando compone versi per reclamizzare le singolari caratteristiche di uno pneumatico.
Cura per conto della Pirelli un concorso per l’ideazione di manifesti e motti per il lancio dell’imbottitura “Gommapiuma Pirelli” e dello pneumatico “Stella Bianca”. La giuria per l’assegnazione del ricco montepremi (500.000 lire) è composta da Eugenio Montale, Sergio Solmi, Orio Vergani, Dino Villani, Giuseppe Luraghi. Segretario: Leonardo Sinisgalli.
Nello stesso periodo, Leonardo Sinisgalli realizza un sogno. Grazie alla disponibilità dei suoi docenti universitari, Severi e Fantappié, gira un documentario scientifico, una sorta di «Quark» ante litteram, dal titolo Lezione di geometria, sui solidi “superiori” di gesso, di cartone, di filo, conservati nel Seminario di matematica. Sono le forme di una geometria “barocca”, non euclidea, che spesso si trovano in natura, in una chiocciola, in un seme, in un cristallo di neve. Il cortometraggio, in collaborazione con Virgilio Sabel e prodotto dalla Lux film, viene premiato al IX Festival Cinematografico di Venezia con il “Leone d’argento”. L’inno alle matematiche di Lautréamont che apriva il Quaderno di geometria del 1936, è ora una voce fuori campo che accompagna i primi fotogrammi. La lumaca è la protagonista che “si muove sinuosa tra quei piani di luce, tra le scese dolcissime e lunghe delle spirali segnate sui fogli, sulle scene…”.
Pubblica Quadernetto alla polvere, per le Edizioni della Meridiana, con un ritratto di Domenico Cantatore.
 1949   Incontra e incoraggia Raffaello Brignetti, che presenta al Premio Taranto, un racconto di mare, “Il grande mare”, con cui vince.
  primavera E' nella giuria giudicatrice (con Emilio De Martino, Giuseppe De Robertis, Giuseppe Luraghi, Pietro Pancrazi, Bruno Rochi e Arturo Tofanelli) del premio “Concorso per un racconto sportivo” promosso dalla Pirelli, che premia Romolo Moizo.
I dirigenti della Rai decidono di sopprimere «Il Teatro dell’Usignolo», per sostituirlo con un programma più vasto e generico, «I notturni dell’Usignolo». Ne nasce una controversia legale che avrà esito favorevole al poeta, amareggiato nel veder morire una sua creatura tanto amata.
  settembre Sinisgalli è tra i segnalati al Premio letterario Sila, insieme a Guido Dorso, Ignazio Silone, Luigi Sturzo, Giuseppe Zanotti Bianco. Presidente della giuria Leonida Répaci.
  inverno Gli viene affidata una consulenza tecnica per l’Ufficio Propaganda della Mondadori.
 1950   E' l’anno del Furor mathematicus nella collana “Il pensiero critico” della Mondadori. Include Horror vacui (1945) e L’indovino (1946). Si tratta di una versione ampliata del primo Furor e include tutti i suoi scritti di matematica, di geometria, di architettura, di arte e artigianato, di tecnica e storia della scienza. È la massima espressione dell’eclettismo sinisgalliano, per il gusto della mescolanza e del vagabondaggio tra le discipline, per il forte senso della curiosità, per l’aspirazione al compendio del sapere. Non a caso il personaggio che ritorna spessissimo nelle sue pagine è Leonardo da Vinci.
  settembre Ritorna al documentario scientifico con Millesimo di millimetro, che gira ancora con Virgilio Sabel e che di nuovo vince alla Mostra del Cinema di Venezia del 1950. L’attenzione questa volta è rivolta ai micron e alla precisione delle macchine. Si avvale della collaborazione dell’Istituto chimico dell’Università di Roma, dell’Istituto di metallurgia della Scuola di applicazione per gli ingegneri di Roma e del reparto Misure di precisione delle Officine Olivetti di Ivrea.
Sinisgalli scrive il soggetto del documentario Il grido della città, con la regia di Dino Risi, sui pericoli della città dal punto di vista infortunistico e la maniera con cui evitarli.
Da regista, Sinisgalli, inizia le riprese de La vita silenziosa, tra gli oggetti di una soffitta a Bra, nella casa di Sandrino Alberti, il cugino di Velso Mucci e Dora Broussard, dove si arrampica per riprendere oggetti abbandonati in pessimo stato, ma composti in studiati o casuali accostamenti plastici, irriverenti nature morte. Il documentario doveva far parte di un progetto per le sale cinematografiche italiane e internazionali. «Documento mensile», questo il titolo, puntava ad avvicinare gli scrittori e gli artisti italiani alla macchina da presa e al cinema. L’idea di Riccardo Ghione era quella di portare sul grande schermo la terza pagina di un quotidiano. Produttore è Marco Ferreri. I 300 metri di pellicola dovevano contenere 2 o 3 pezzi, per un totale di 10-12 minuti. Obiettivo era realizzare servizi, inchieste, storie, osservazioni umoristiche e fantastiche, opinioni ecc. Le adesioni sono molte sia tra gli artisti (oltre a Sinisgalli, Moravia, Malaparte, Quasimodo, Zavattini, Guttuso), sia tra i registi (De Sica, Visconti, Lattuada, Rossellini), sia tra gli stranieri (Chaplin, Picasso, Prévert e lo psicanalista Jung). Il primo numero della rivista prevede una straordinaria triade: De Sica, che gira Ambienti e personaggi, Antonioni Vertigine e Sinisgalli, appunto, La vita silenziosa.
  22 dicembre Viene assegnato a Milano, nel salotto culturale della stilista Germana Marucelli, il premio di poesia “San Babila”, a Salvatore Quasimodo, nella sezione editi, e ad Andrea Zanzotto nella sezione inediti. In giuria, oltre a Sinisgalli, ci sono Montale, Quasimodo, Sereni, Ungaretti, che aveva vinto lo stesso premio nella prima edizione, e la padrona di casa. Nel 1952 sarà premiato Mario Soldati.
 1951 31 maggio Sinisgalli firma un appello con altri scrittori per la sentenza contro il giornalista Mario Penelope, condannato per vilipendio al governo, per aver pubblicato un articolo dal titolo “La Mostra proibita”, in difesa della Mostra “L’arte contro la barbarie” e della libertà di espressione artistica.
In occasione della prima edizione del Premio di pittura Esso, è membro della giuria insieme a Giuseppe Galassi ed Emilio Lavagnino. Il tema proposto dal colosso statunitense è “Arte e industria petrolifera”. Tra le opere pervenute ed esposte presso la Galleria di Roma di via Sicilia, risultano vincitori ex aequo Lorenzo Vespignani con Notturno e Franco Gentilini con Reparto di distillazione.
Realizza la consulenza per il primo film promozionale Pirelli, dal titolo, Novità al Salone Internazionale dell’Automobile di Torino. È un cortometraggio a colori diretto dai fratelli Nino e Toni Pagot che vince il primo premio per la pubblicità cinematografica al 2° Congresso Nazionale della Pubblicità.
 1952 16 gennaio Inaugurazione della XXIX Fiera campionaria di Milano. L’allestimento dello stand Pirelli, che si caratterizza per la presenza di cubi, parallelepipedi e sfere sospesi e collegati da aste tubolari, è di Sinisgalli.
Cura la regia di un cortometraggio dedicato al disegnatore francese, Isidoro Gerard, detto “Grandville”, vissuto tra il 1803 e il 1847. Il titolo è Il padre di Walt Disney.
E' tra gli sceneggiatori de Il cappotto di Alberto Lattuada con Giorgio Prosperi, Giordano Corsi, Enzo Curreli, Luigi Malerba e Cesare Zavattini.
Pubblica La vigna vecchia, per La Meridiana, con un disegno di Antonio Scordia (Milano).
Dedica una monografia, con un suo scritto, ad Alberto Ziveri, per De Luca di Roma.
Suggerisce al fotografo Federico Patellani, che aveva proposto al settimanale «Tempo» un reportage dal titolo Italia magica, di recarsi a Montemurro, suo paese natale per fotografare due rituali: le previsioni sul futuro di un matrimonio leggendo la forma che il piombo fuso acquista nel brusco contatto con l’acqua fredda e il gioco del “gallo sepolto”.
  dicembre Lascia dopo cinque anni la Pirelli. Scrive una commossa testimonianza di quegli anni, dal titolo “1948-1952”, sull’ultimo numero della rivista.

1M. Morandini, “Cinema e cultura a Milano. Una cronologia abbreviata” in AA.VV., Anteo 1979-2004: venticinque anni di cinema a Milano, Feltrinelli editore, 2004, pp. 19-20.

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09 Giugno 2023

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