Sito ufficiale della Fondazione "Leonardo Sinisgalli"

1940-1945 Durante la seconda guerra mondiale

indietro

 1940 6 aprile Cura con Giovanni Pintori l’allestimento della Mostra dell’Arte Grafica alla VII Triennale a Milano curata da Guido Modiano. Il progetto espositivo di Sinisgalli e Pintori viene premiato come migliore allestimento.
  16 giugno Con lo scoppio della guerra, Sinisgalli è richiamato alle armi con il grado di ufficiale, prende servizio a Saluzzo, per poi trasferirsi a Robilante (Cn), quindi a Milano, dove è aggregato al 58° Reggimento Artiglieria Divisionale ippotrainata «Legnano».
 1941 marzo Passa al 7° Reggimento di Artiglieria “Cremona”, di stanza a Busachi (Or), in Sardegna, posta in difesa della diga del Tirso in previsione di uno sbarco alleato.
Nelle Edizioni della Cometa ripubblica Campi Elisi. Poesie 1937-1939. Nelle 55 copie di pregio su carta Ingres è presente un disegno di Renato Guttuso.
Adriano Olivetti gli affida l’incarico di curare una collana sull’architettura contemporanea, nelle Edizioni Nuova Ivrea.
 1942   Sinisgalli rientra a Roma col grado di tenente ed è aggregato allo Stato Maggiore dell’Esercito nell’Ufficio propaganda, sotto il comando del colonnello Raffaele Contu (già direttore di «Sapere» e traduttore dell’Eupalinos di Valéry). Insieme a lui ci sono Giorgio Vigolo, Nicola Ciarletta, Riccardo Ricas, il pittore Nino Scordia e il disegnatore Fulvio Bianconi. L’ufficio è in via Quattro Fontane, mentre l’alloggio è all’Albergo Colonna. Pubblica sulle riviste «Primato» e «Prospettive» alcuni racconti dei Fiori pari, fiori dispari, nonché gran parte di Horror Vacui, uno zibaldone di pensieri in cui affiora l’enciclopedismo sinisgalliano, e alcuni saggi del Furor mathematicus.
 1943 agosto Esce per i tipi di Mondadori, Vidi le Muse, con un saggio di Gianfranco Contini, nella collana dello «Specchio», inaugurata dall’amato Vincenzo Cardarelli, che raccoglie la produzione 1931-1942. È il suo ingresso trionfale nella più importante casa editrice italiana. Contemporaneamente conosce, grazie a Velso Mucci e alla sua compagna Dora Broussard, Giorgia De Cousandier, la baronessa ammiratrice di Trilussa, in seguito vicedirettrice della «Voce dell’America», traduttrice, pubblicista, poetessa e narratrice. Giorgia è sposata e separata ed è madre di tre figli.
  settembre In una Roma ancora frastornata dalla firma di Cassibile dell’8 settembre, Sinisgalli sotterra la rivoltella nel giardino dell’albergo Colonna ed entra in clandestinità rifugiandosi in una cascina in periferia, a Borgo Valtellina.
Una sua lettera a Giovanni Scheiwiller introduce Ballerine, ritratte da Edgar Degas, e pubblicate per “All’insegna del pesce d’oro”.
 1944 14 gennaio Sibilla Aleramo, commossa e stupita, scopre chi le ha donato un mese prima un biglietto da mille lire. Due poeti, “poco men poveri di me”, Libero De Libero e Leonardo Sinisgalli che avendo fatto colazione accanto a lei, avevano compreso il suo momento di difficoltà.
  febbraio Inizia la convivenza con Giorgia, in Via Monte Parioli 28, e con il più piccolo dei suoi tre figli, Filippo. “Una mia cara e gentile amica mi ha voluto prigioniero nella sua gabbia d’oro”, scrive in una lettera ad Aldo Buzzi il 25 marzo del 1944.
  13 maggio Il 13 maggio del ’44 è tratto in arresto dalle S.S. che vogliono informazioni su un amico scrittore e di peso è trasferito in via Tasso. Solo la prontezza di Giorgia e la sua discreta conoscenza del tedesco lo salvano dopo 24 ore.
  luglio Liberata Roma, si dirige alla volta di Montemurro, dove apprende della morte della madre (16 settembre 1943). Si ferma fino a inverno inoltrato con Giorgia e Filippo. Qui compone i filosofici dialoghetti de L’indovino e molte delle poesie dei Nuovi Campi Elisi.
Pubblica il piccolo Furor mathematicus (Urbinati, Roma).
 1945 20 gennaio Scrive al dr. Fumia, procuratore generale del Regno a Firenze per difendere, con una propria testimonianza, Curzio Malaparte, su cui si stava istruendo un processo.
Rientrato a Roma, con Giorgia e Filippo, prende casa in Piazza Maresciallo Giardino, in pieno rione Prati alle falde di Monte Mario, nella medesima piazza dove si trovava la casa di proprietà dell’avvocato De Cousandier e della baronessa Zaira, genitori di Giorgia.
È un periodo di grande fervore. Pubblica Horror vacui (Oet Edizioni Del Secolo), chiaro omaggio ad una visione prismatica della cultura, ma anche Fiori pari, fiori dispari (Mondadori), “28 capitoli di prosa” che poi confluiranno nel 1948 in Belliboschi (Mondadori). Se la prosa saggistica di Sinisgalli è effervescente, ironica e particolarmente ricca di energia, quella memoriale è caratterizzata da un’elegante semplicità. A tratti, lo scavo emotivo dei ricordi si trapunta di malinconia.
Nel contempo si dedica alle traduzioni: Il riso, il comico la caricatura, di Charles Baudelaire (Oet Edizioni Del Secolo); Passeggero sulla terra, di Julien Green, che sarà pubblicato nel 1959 da Il saggiatore; L’âme et la danse di Paul Valery, su richiesta di Rafaele Contu, per la casa editrice Quaderni di Novissima, la cui collana è diretta da Ungaretti, ma la traduzione non sarà mai pubblicata, ad eccezione di un saggio, dallo stesso titolo, incluso nel Furor mathematicus del 1950.
Sul primo numero di «Prosa», la cui direzione è in realtà affidata a Gianna Manzini, moglie di Enrico Falqui, compare la sua traduzione del racconto “Ragazzi senza età”, dello scrittore e critico d’arte francese Jean Cassou.
Partecipa con Velso Mucci, Nicola Ciarletta e Aldo Gaetano Ferrara, alla redazione del periodico «Il costume politico e letterario», al quale si accompagnano le raffinate cartelle del Concilium Lithographicum. In una di queste, la poesia di Sinisgalli, “Circonvallazione Clodia”, è corredata da una litografia di Antonio Donghi. Sulla rivista, inoltre, pubblica a puntate il lungo saggio Intorno alla figura del poeta, in cui la poesia è considerata come “mosca irascibile, pungente e sempre un po’ noiosa”, approdando così ad una concezione terragna e impura dell’ars poetandi, legata al minimalismo del concreto. La sua collaborazione alla rivista si interromperà a dicembre del 1947, in coincidenza con il trasferimento a Milano, dove Giuseppe Luraghi lo ha chiamato per conto della Pirelli.
Non tutto gli riesce nel periodo romano, così come l’idea, condivisa con Sebastiano Timpanaro, direttore della Domus Galileiana, di una collana di classici della scienza.
E', insieme a Giuseppe Ungaretti e a Enrico Falqui, nella giuria del I concorso permanente della «Fiera letteraria», nella sezione “Poesia” (le altre sezioni erano “Disegno” e “Racconto”). Vincitore risulta Romeo Lucchese con la lirica “Alla parola”. In giuria anche nella seconda edizione (1946) i tre giurati premieranno Gian Domenico Giagni.

indietro

09 Giugno 2023

Fondazione
Leonardo Sinisgalli

C/so Leonardo Sinisgalli,44
85053 - Montemurro (Pz)
Tel./Fax 0971753660
C. F. 96058490762

3570590