1932-1939 La prima stagione milanese
| 1932 | 31 agosto | Dopo essersi congedato (31 agosto 1932), sostiene in autunno l’esame di stato per l’abilitazione alla professione, a Padova. |
| 1 dicembre | Figura negli elenchi degli ammessi al concorso per esami e titoli a 20 posti di grado X, del ruolo di ingegneri specializzati, nel «Bollettino del Ministero delle comunicazioni», bandito il primo maggio dello stesso anno. | |
| 3 dicembre | Passa alla “conquista di Milano”, prendendo un appartamento a Lambrate: una Milano magmatica, animata da straordinari fermenti culturali, che raccoglie in uno stimolante calderone, architetti, artisti, uomini d’affari, editori e giornalisti. Fondamentale è per il giovane ingegnere, la ricca trama di relazioni e amicizie che intesse in questo primo periodo milanese. Domenico Cantatore, Alfonso Gatto, Salvatore Quasimodo, Cesare Zavattini, Lucio Fontana, Marcello Nizzoli, Giuseppe Terragni, sono solo alcuni dei sodali che frequenta nelle redazioni e nelle trattorie dei Navigli. Diventa amico di Achille Lucini, Bruno Munari e Luigi Veronesi. |
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| 1933 | I primi tempi sono economicamente difficili, ma con l’aiuto del padre, il soccorso di una zia e l’attività giornalistica, riesce a mantenersi. Riprende, infatti, la collaborazione a «L’Italia letteraria» di Giovanni Battista Angioletti e Curzio Malaparte, che durerà fino a quando la rivista, nel 1936, non sospenderà le pubblicazioni. | |
| 1934 | Determinante è la stima nei suoi riguardi di un Ungaretti già famoso, che all’inizio dell’anno urla tutto il suo entusiasmo per il talento poetico di un giovane ingegnere lucano, prima con una corrispondenza da Lucera, sulla «Gazzetta del Popolo», sui primi versi di Sinisgalli, poi a Torino, in occasione di una conferenza su Petrarca. | |
| aprile | Su suggerimento di Cesare Zavattini, Leonardo Sinisgalli partecipa a Firenze, nel Palazzo delle esposizioni, ai «Littoriali dell’arte e della cultura», e una giuria composta da Giuseppe Ungaretti, Riccardo Bacchelli, Aldo Palazzeschi lo incorona “Primo littore per la poesia”. Attilio Bertolucci è secondo, mentre Alfonso Gatto è primo nella prosa. I versi delle sue tre poesie vincitrici, “Interno Orfico”, “Costa” e “Prima voce”, compaiono sul «Corriere della Sera» (24 aprile 1934), in un articolo del giornalista-scrittore Orio Vergani. L’essere “primo littore di poesia non gli giova”. Le poesie di Sinisgalli e di Bertolucci sono attaccate dal feroce articolo di Telesio Interlandi su «Il Tevere», giornale di punta del Fascismo, il quale invece elogia, perché politicamente più impegnato, il componimento del terzo classificato, Pietro Ingrao. | |
| maggio | Con tutti i vincitori dei Littoriali dell’arte e della cultura e dei Littoriali dello sport (che si tennero a Milano) è invitato dal Duce per la premiazione a Villa Torlonia, dove riceve un diploma e un distintivo in oro raffigurante la “M” di Mussolini. Nel periodo milanese, così prodigo di occasioni e di amicizie, frequenta lo studio Boggeri e la Galleria «Il Milione», di cui segue le vernici, pubblicando articoli o scrivendo presentazioni. Il catalogo della Mostra dei disegni di Cantatore, organizzata dalla Galleria del Milione, contiene gli scritti di Sinisgalli, Cantatore e Gatto. Con quest’ultimo pubblica la prima monografia sul pittore parmense A. Atanasio Soldati (Edizioni di Campo Grafico, Milano). Primo numero della “Collezione Pittori Nuovi”, fu tra le prime pubblicazioni dedicate all’astrattismo. Sinisgalli visita con Le Corbousier l’Esposizione dell’Aereonautica di Milano. Grazie a Giuseppe Pagano, a Edoardo Persico, a Giò Ponti, inizia l’attività pubblicistica sulle riviste tecniche di architettura e design: «Casabella» (“Acciai inossidabili”), «Colonna» (“Architettura record. Ali e scafi”) e «Domus» (“Una lirica di Sinisgalli”, “Stradivari”), interessandosi di arte, allestimenti e grafica. |
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| 1935 | Si rifugia nella natìa Montemurro, dove scrive Quaderno di geometria (titolo originario Casto inverno), un omaggio ai fari della sua formazione scientifica e filosofica (Platone, Archimede, Leonardo, Leibniz e Pascal) e molte delle 18 poesie. Le insistenze di Cantatore, Carrieri, Tofanelli, Zavattini e altri amici, lo riportano a Milano dove inizia per lui una stagione particolarmente fortunata. Sinisgalli pubblica su «Broletto», rivista di cultura e turismo “Appressamento al lago” (gennaio) e “Tastiera” (settembre). Su «La Lettura», supplemento del «Corriere della Sera» affidato a Emilio Radius, pubblica “Gallo reale” (marzo), “Paragone della natura” con lo pseudonimo di Elpenor (aprile) e “Panorama di un’architettura nuova” (giugno). Nello stesso anno viene fondata la prima rivista di divulgazione scientifica, «Sapere», e Sinisgalli inizia a collaborarvi con sporadici articoli e recensioni fino al 1938. |
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| 1936 | Si trasferisce in Via Rugabella, subentrando a Giuseppe Marotta, dopo aver abitato in via Teodosio, via Tadino, piazza Tricolore, Corso Monforte. Il grande edificio che lo accoglie è un grosso caseggiato al civico 9. Al piano inferiore abita il pittore Domenico Cantatore. Sullo spesso piano, il quinto, c’è Sistina “la pittrice tormentata dall’amore”, musa segreta di Sinisgalli, che frequenta quotidianamente. Allo stesso indirizzo, al numero civico 11, ha il suo studio il pittore Filippo De Pisis, che firmava le sue opere VR (per Via Rugabella); poco oltre, l’atelier di Gabriele e Genni Mucchi, punto di ritrovo e convegno per artisti, critici e letterati antifascisti del gruppo di «Corrente» (Sereni, Rognoni, Lattuada, Gatto, Quasimodo, Ferrata, Zavattini, Flora, Scheiwiller, Cantatore, Anna e Filippo Tallone). Insomma, una vera e propria Montparnasse. Le 18 poesie sono pubblicate per le edizioni dell’amico Giovanni Scheiwiller su un libriccino rosso, non più grande di un francobollo. Le sue poesie inaugurano la prestigiosa casa editrice “All’insegna del pesce d’oro”, dal nome della trattoria toscana frequentata dal gruppo di amici. Luoghi di ritrovo sono anche il “Caffè delle Tre Marie” e il caffè-ristorante “Salvini”, in Galleria, in modo particolare con Cantatore, Gatto, Scheiwiller, Quasimodo, Tofanelli, Tomea, Messina e Alberto Mondadori. Le 18 poesie, inviate come strenna per Natale a Benedetto Croce e ad Angelo Silvio Novaro, s’impongono all’attenzione di critici quali Giuseppe De Robertis, che gli dedica un saggio sul primo numero di «Letteratura». È una poesia di grande impatto, caratterizzata da una luminosa brevità e da una grande concentrazione di significati e d’immagini. I temi sono quelli cari al poeta: la terra, la madre, l’infanzia intesa come paradiso perduto. Grande è l’attenzione per i giochi. Il suo ermetismo si differenzia da quello fiorentino per una maggiore adesione alla realtà e per una minore oscurità simbolica. |
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| inverno | Pubblica Quaderno di Geometria, con sei tavole di Luigi Veronesi, in memoria di Edoardo Persico, scomparso improvvisamente a gennaio, su «Campo Grafico». Intensifica la collaborazione con la rivista «Casabella» e riprende l’attività letteraria con «Il Frontespizio» diretto da Piero Bergellini e animato da don Giuseppe De Luca. Proprio nel biennio 1936-38 la rivista migliora l’aspetto grafico e propone riproduzioni grafiche, tra cui le figure di Giacomo Manzù. Con l’uscita di Carlo Bo e dei suoi amici dalla rivista anche Sinisgalli interrompe le relazioni. |
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| 1937 | Su consiglio dell’amico Alfonso Gatto, risponde ad un’inserzione. All’inizio del ’37 è assunto dalla Società del Linoleum, del gruppo Pirelli, presso gli impianti di Narni, nell’Ufficio di sviluppo e pubblicità, per organizzare convegni e collaborare a «Edilizia Moderna», un periodico trimestrale, impaginato da Guido Modiano. Sinisgalli è beneficiario di un premio di incoraggiamento di mille lire, insieme a Indro Montanelli (duemila), Salvatore Quasimodo (duemilacinque), Libero De Libero (duemila), e Mario Bonfantini (millecinquento) da parte del Ministro della cultura popolare. Pubblica Ritratti di macchine, con 7 disegni dell’Autore, per le Edizioni di Via Letizia e, con Giò Ponti, Italiani, in grande formato con 99 illustrazioni, notizie storiche e cenni sulle opere dei personaggi illustrati. È il primo grande fascicolo della Grande Serie dei Numeri Speciali di Domus. Quaderno di geometria e Ritratti di macchine, prima riflessione sull’amore per i congegni, rappresentano il germinale tentativo di Sinisgalli di superare la dicotomia tra la cultura scientifica e quella umanistica. |
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| 1938 | Nel 1938, l’illuminato Adriano Olivetti, grande industriale e raffinato intellettuale, affascinato dalla lettura del Quaderno di geometria e dai “versi trascendentali” lo chiama a sé alla Olivetti, con il prestigioso incarico di Responsabile dell’Ufficio Tecnico di Pubblicità. Preso il posto del dalmata Renato Zveteremich, trova due giovani talentuosi disegnatori, Giovanni Pintori e Costantino Nivola, che andrà via quasi subito avendo sposato un’ebrea. I due anni (27 dicembre 1938 – 25 settembre 1940) che Sinisgalli passa alla Olivetti, in via Clerici, come art director, sono segnati da una straordinaria fertilità creativa. Le vetrine a Milano in Galleria e a Roma in via del Tritone, così come i manifesti pubblicitari, che anticipano le tecniche della pop-art, diventano un evento mondano, atteso e commentato. La rosa in un inutile calamaio, accanto alla “moderna” macchina da scrivere «Studio 42», diventa l’emblema di un modo poetico di reclamizzare i prodotti dell’industria. C’è un desiderio di cambiamento e un’ansia di trasformazione. Arte, letteratura e tecnica si fondono in una concezione della pubblicità innovativa e intellettualistica, nutrita di simboli e allusioni culturali. La merce, anch’essa frutto dell’ingegno dell’uomo, presentata tra gigantesche molecole d’acciaio e tele di Lucio Fontana o Renato Guttuso, conquista la stessa dignità di un’opera d’arte. Si inventa una Storia della scrittura e l’anno successivo Una Campagna pubblicitaria, sempre per la «Studio 42», di rara eleganza grafica, con sedici tavole introdotte da un testo di Elio Vittorini, frutto della collaborazione dello stesso Sinisgalli con Costantino Nivola e Giovanni Pintori. Pubblica, a cura di Carlo Cardazzo, Poesie, con 6 disegni di Cantatore (Edizioni del Cavallino, Venezia 1938). |
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| 19 ottobre | Emilio Cecchi, in un articolo sul «Corriere della Sera» del 19 ottobre, lo colloca poeticamente accanto a Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale. | |
| 1939 | Pubblica Campi Elisi per le Edizioni del Pesce d’Oro di Scheiwiller, su cui scrivono Gianfranco Contini, Luciano Anceschi e Carlo Bo. Quest’ultimo pone in risalto la “leggibilità estrema e la concretezza dei sentimenti”, così da smentire le accuse di gratuità e di oscurità di cui erano accusate le liriche ermetiche. Per la Olivetti, allestisce lo stand nell’ambito della Mostra di Leonardo e delle Invenzioni Italiane all’interno del Palazzo d’Arte di Milano. |
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