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Elogio della gomma

II, 1 (gennaio 1949)

 

E' vero che l'uomo nasce a fatica: pure esso è tratto a questo mondo con i guanti. E' il suo primo incontro con questa soffice, garbata amica che non lo abbandonerà più ed anzi lo accompagnerà silenziosa e servizievole nella sua evoluzione e sarà sempre presente, come indispensabile, in ogni minimo particolare della sua vita. Incominciando da subito: la prima spugnatura, il primo bagno oculare che lo aprirà alla luce, il lenzuolino e forse il materassino del primo sonno, il primo scaldino per il necessario tepore, la palla del primo gioco, saranno tutti oggetti di gomma. E pensate a quella prima tintarella delicata e soccorrevole che in tanti casi sostituisce per il primo latte la poppa della madre impossibilitata o disgraziata: così modesta e così indispensabile! Da allora viene la nostra tenerezza e la nostra riconoscenza per la gomma, per la quale vorremmo creare un nome più intimo, più famigliare, più bello.

E crescendo su all'avventura della nostra giovinezza, ecco l'amica farsi indispensabile per i nostri giochi e per le nostre imprese sportive: palloni per il calcio, per il canestro, per il pugilato, per il tennis; calzature necessarie per tutti questi sports, per l'alpinismo acrobatico, per la caccia, per la pesca; ginocchiere per il foot-ball, per l'hockey; maschere per le nostre magnifiche scoperte subacquee e per quelle stratosferiche. Ma poi guardatevi attorno e scoprirete meravigliati che la gomma, morbida o scattante, tirata o schiacciata, supplisce in una innumerevole quantità di occasioni alle vostre grandi e piccole necessità quotidiane: dalle soprascarpe e dal tacco per il vostro elastico camminare fino al marocchino del vostro cappello ottenuto con un legante di lattice di gomma, su per l'elastico che vi sorregge le calze e le bretelle dei calzoni, all'impermeabile: un inventario che ci costringerebbe ad un monotono elenco lungo come quella famosa enumerazione dei servizievoli bottoni del nostro abbigliamento svelata a noi, distratti beneficiari, non ricordo più da chi. E se ve la impipate, sarà col bocchino di ebanite, se ruminate vi servirete del chewing-gum, se avete freddo vi scalderete con una borsa impermeabile piena di acqua calda, se vi fuma il cervello vi rinfrescherete le idee con ghiaccio protetto da una borsa di tessuto gommato, se avete bisogno di una dentiera ve la sistemeranno con piccoli elastici, se avrete bisogno di una lavatura gastrica vi infileranno nello stomaco una sonda di gomma, se vorrete sembrare paggi quando non lo siete più ricorrerete ad una cintura di lastex. La luce nella vostra casa ve la portano conduttori e la vostra voce corre in cavi telefonici isolati con gomma, così come la forza elettrica che aziona i motori delle vostre officine. Le moderne macchine, di qualunque natura siano, tessili o utensili per l'industria chimica o per fare la carta, per produrre pezzi mastodontici o piccoli spilli, sono azionate a mezzo di cinghie trapezoidali di gomma, hanno guarnizioni e pezzi antivibranti di ogni genere, sono alimentate di aria gas acqua combustibili, con tubi di gomma.

Davvero il mondo gira su questa silenziosa, oscura, valentissima compagna dataci da Dio e dall'industriosità degli uomini. Non vi siete mai domandati come sarebbe possibile la nostra turbinosa, veloce, agitata civiltà senza di essa? E non dico questo per riferirmi soltanto al fatto che la civiltà corre su ruote e le ruote non possono essere altro che elastiche quindi di gomma, siano esse di bicicletta, o di automobile (a proposito: in una moderna automobile ci sono più di cento diversi pezzi di gomma), o di autocarro o di aeroplano o di treno (sissignori, anche di treno perché, a parte il fatto che esistono treni su pneumatici, anche i più normali dei moderni convogli con cerchioni metallici, sono provvisti di un'insospettata quantità di sospensioni e di antivibranti di caucciù grazie ai quali essi possono raggiungere le elevatissime velocità odierne, per il minor peso dei rotabili e per le minori scosse), bensì proprio per proclamare che senza la gomma che assorbe gli ostacoli, annulla le vibrazioni, spegne i rumori, isola il caldo il freddo e l'elettricità, ripara dall'acqua, trattiene l'aria, è inattaccabile dai microbi, si adatta a qualunque forma, sarebbe impossibile una elevata civiltà meccanizzata come la nostra. Una civiltà così agitata ed assordante che ha bisogno di far riposare tanto convulso moto su di un cuscino paziente e sapiente, che dà via libera alle vibrazioni utili e si mangia quelle dannose, evita che il crescere vorticoso del progresso degeneri in sconquasso o in strepitoso isterismo.

La gomma sorride, non alza mai la voce, sospira e, come tutte le nature sane ed utili, compie in piena letizia la sua pacificante missione. E’ indispensabile e non si dà importanza. Chiedete alla gomma qualsiasi sacrificio per la vostra necessità o per il vostro comodo: prendetela a calci, succhiatela, tiratela, sedetevici su, calpestatela sotto i piedi, rotolatela sotto le vostre vetture nel fango e nella polvere, stendetela all'acqua ed alla neve, essa farà tutto volentieri, contenta di esservi utile, non perdendo mai il suo carattere cortese e generoso.

 

06 Giugno 2023

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