Sito ufficiale della Fondazione "Leonardo Sinisgalli"

Il disegnatore

Dice lo stesso Sinisgalli "il disegno è stato un'espressione naturale, quando io e la poesia abbiamo litigato in modo più violento del solito. Forse è anche una questione di gelosia: la poesia pretende l'amore assoluto, è soffocante. Il disegno no, è confortante, amico, ti aiuta quando ne hai bisogno e non ti chiede nulla in cambio", E ancora: "Come ingegnere ho avuto amore per il segno, e la mano abituata e pronta; e poi, occupandomi di pubblicità e frequentando i pittori, ho assorbito tutto, ho capito tutto".

Dice molto efficacemente Giuseppe Appella (in Leonardo Sinisgalli. Una galleria di ritratti. 70 disegni (a cura di Giuseppe Tortora), Associazione culturale L'albero di Porfirio, Napoli 1993):
"Tutto l'impasto della cultura di Sinisgalli tende all'arte, ad una organizzazione tipica dell'arte. La stessa collezione di quadri è il premio all'unico suo vero amore: la pittura".

Ecco i titoli delle sue pubblicazioni, con disegni e incisioni. Sono cinquanta anni di impegno sviluppato anche nella ricerca di quei libri d'arte che unissero indissolubilmente poesia, disegno e tipografia: Ritratti di macchine, Edizioni di Via Letizia, Milano 1935; Le finestre di Via Rubens, Bucciarelli, Ancona 1962; I miei inchiostri, Galleria Apollinaire, Milano 1962; Vanterie dell'arrotino, Le Noci, Milano 1962; Il tempietto, Pesaro 1972; Fiumi come specchi, Sacile 1973; Lavagne, Pesaro 1974; Dimenticatoio, Matera 1978; Come un ladro, Bernalda 1979; Imitazioni, Roma 1980.
Non bisogna dimenticare i due cortometraggi: La lezione di geometria del '48 e Il Millesimo di millimetro del '50 e neppure tralasciare l'impegno nella pubblicità.

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05 Febbraio 2012
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